Il Tirreno

Il titolare della Gargotta garantisce il pranzo alle famiglie bisognose

A.C.
Il titolare della Gargotta garantisce il pranzo alle famiglie bisognose

Massimiliano Agostini ha preso accordi con la chiesa di Santa Croce «Anche io sono in difficoltà, per questo voglio aiutare gli altri» 

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CASTIGLIONCELLO. «Io so bene cosa vuol dire essere in difficoltà, visto che in questo periodo mi sono rimesso a fare impianti elettrici e termoidraulici e a montare finestre e porte. Così ho deciso di provare ad aiutare altre persone che in questo momento di crisi non riescono a tirare avanti».

Massimiliano Agostini da tre anni ha preso in gestione il ristorante In Gargotta, in via Fucini a Castiglioncello. Ed è chiaro che nel primo lockdown e negli ultimi mesi, dato che il locale è rimasto attivo soltanto per il servizio di asporto, ha dovuto reinventarsi. Lui che per una vita è stato imprenditore edile, è «tornato a fare il vecchio lavoro, e ringrazio di avere capacità nel settore dell’edilizia e della manutenzione, altrimenti non avrei saputo come andare avanti».

Dalla scorsa settimana, quando la Toscana è tornata zona gialla, i ristoranti possono accogliere clienti a pranzo. «Il locale è aperto – dice Agostini - ma non viene nessuno, perché c’è la pandemia e anche perché tradizionalmente questo è un periodo morto per la zona». Allora il ristoratore ha pensato di usare la cucina della Gargotta per garantire pasti caldi alle famiglie bisognose. «Ho pensato di dare una mano - dice ancora l’imprenditore - a chi è nelle mie condizioni o addirittura peggiori. In magazzino ho pasta, pomodori e qualche altro prodotto. Li uso volentieri per far da mangiare alle persone che non ce la fanno».

Per individuare le persone a cui garantire pasti caldi, Agostini è andato a parlare «con don Pio Maioli della chiesa di Santa Croce a Rosignano. Lui ha individuato dieci famiglie in particolare difficoltà, per un totale di quarantaquattro persone».

Ogni giorno Agostini prepara dieci pranzi, che poi consegna alla parrocchia di Rosignano, e che vengono smistati fra le dieci famiglie particolarmente bisognose. «Io preparo la salsa - spiega -, sughi semplici come l’amatriciana o anche soltanto salsa al pomodoro. E poi un secondo: pollo arrosto con patate o ad esempio oggi (ieri, ndr) polpette di tacchino e pollo con piselli». Agostini non è da solo nel portare avanti questo progetto di solidarietà. «Frutta, verdura e altri prodotti – spiega – mi vengono forniti da Sergio Orsucci, titolare del Conad di Castiglioncello. Anche il panificio Angela di Castiglioncello mi fornisce un po’ di pane. Sono attività che ringrazio per l’aiuto che attraverso me, danno a persone in grossa difficoltà».

Agostini, anche attraverso un post su Fb, ha chiesto aiuto alla comunità «basta che mi telefonino (il numero è 3341464064) e mi informino su ciò che possono donare, in modo che io possa continuare a preparare questi pasti solidali. Meglio che i cittadini donino prodotti alimentari e non soldi». —

A.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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