Sicurezza
Cento nuovi volontari contro il Covid
La Pubblica assistenza cresce nell’anno della pandemia. La presidente Mulaz: «Un segno di grande sensibilità»
CECINA. Per la Pubblica assistenza di Cecina è stato un anno pieno di lavoro. Serena Mulaz è in carica da settembre 2019, sei mesi prima che il coronavirus costringesse l’Italia intera a trasformarsi in zona rossa da marzo a maggio, ed è la prima donna presidente nella storia dell’associazione, nata nel 1893. «Ringrazio di cuore chi, con senso di responsabilità, ha garantito collaborazione e costante presenza, ridimensionando la propria paura per combattere la pandemia giorno dopo giorno aiutando i bisognosi con sensibilità e coraggio». Poche parole riassumono questo periodo tremendo e mai privo di problemi, risolti grazie al continuo gioco di squadra. La conferma viene dal numero complessivo dei servizi: 17.381 svolti fino ad oggi. «Solo per l’attività Covid – spiega – avevamo e abbiamo un’ambulanza per il trasporto dei pazienti positivi, alla quale si è aggiunta l’emergenza, con la squadra a disposizione pronta a vestirsi e partire: 3mila e 600 prestazioni in totale, ovvero 55mila e 396 chilometri divisi tra un mezzo con il medico a bordo e uno senza, a cui si aggiungono quelle della Protezione civile, circa 1.900, relative alla spesa e alla consegna dei farmaci a domicilio, le 1.000 richieste dal Comune di Cecina e le 500 dal Comune di Montescudaio. Impegni che abbiamo fronteggiato senza mai tralasciare gli imprevisti: a partire dalle allerte meteo che, alla fine di settembre, ci hanno ad esempio impegnato a Rosignano Solvay, dove i danni sono stati ingenti». Nella sede di piazza Alessandrini i volontari in divisa arancione sono circa 300 e i dipendenti 13, più tre assunti a tempo determinato dopo la diffusione della pandemia. Ben 100 di loro hanno frequentato e superato i corsi regionali e nazionali, ottenendo diplomi di cuoco, antincendio boschivo, colonna mobile, collaboratore cinofilo, formatore sanitario e abilitato all’utilizzo del defibrillatore mobile. Accanto a Mulaz lavorano il vicepresidente Romano Giovannini e i dirigenti Raffaele Riccucci, Giorgio Becuzzi e Valerio Calderini, pronti organizzare e coordinare il lavoro e le persone senza sosta. A Natale, i turni e la non trascurabile disponibilità degli affiliati hanno coperto la giornata di festa anche dalle 8 alle 20 e permesso all’ambulanza scelta per i trasporti Covid di muoversi. Il 2020, sottolinea la presidente, ha portato oltre 100 nuovi volontari, uomini e donne tra i 18 e i 65 anni, formati a livello base. «È stata un’esperienza per tutti – prosegue – ed è costruttivo che la gente senta la necessità di impegnarsi per gli altri. “La Pubblica assistenza mi ha fatto riscoprire lati personali che a lungo avevo trascurato”, mi ha detto uno dei nuovi arrivati. Il mio regalo più bello. Non lo nascondo: è stato un anno difficile e pieno di imprevisti. Dico grazie a chi si è impegnato nell’emergenza territoriale e nei servizi sociali e ordinari, con la nostra divisa storica e con quella della Protezione civile nelle sue numerose iniziative. Sono orgogliosa di ognuno di loro. Invito chiunque a diventare volontario, perché vorrei che provasse l’emozione di aiutare qualcuno e allo stesso tempo sentirsi gratificato dal lato umano ed invito altresì a sostenerci durante la campagna soci con il 5x1000». Sul bilancio del laboratorio analisi del sodalizio la presidente conferma infine che oltre alle analisi chimico-cliniche, durante la pandemia sono stati effettuati quasi 3.000 test Covid (tamponi rapidi antigenici, molecolari e test sierologici) con enorme risposta positiva da parte della cittadinanza. —
Michele Falorni
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