Il Tirreno

«Non barattiamo la libertà con cento posti di lavoro»

«Non barattiamo la libertà con cento posti di lavoro»

Le quattro associazioni di disabili riunite contro l’apertura della Rsa in costruzione al Paratino 

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CECINA. «Nessun baratto: le nostre vite in Rsa e Rsd in cambio di lavoro». Le associazioni Vita indipendente, Haccompagnami, In viaggio con noi, 6 il mio amico speciale intervengono sulla costruzione della Rsa al Paratino e, soprattutto, sull’annuncio di cento nuovi posti di lavoro all’interno della struttura.

«Siamo allarmati - spiegano in un intervento congiunto le associazioni -, anzi non condividiamo questo baratto: posti di lavoro, in cambio della nostra libertà a vivere a casa nostra, scegliendo con chi vivere, come vivere e dove vivere. Non deve essere la limitazione della libertà a guidare i grandi investimenti delle istituzioni e o dei grandi capitali privati».

Il gruppo di associazioni che si occupa di portatori di disabilità sottolinea che «se i costruttori milanesi e veneti hanno investito 16 milioni di euro vuol dire che le nostre vite sono una fonte di enormi guadagni sicuri. Al momento in Toscana 12000 persone vivono in Rsa, private della loro peculiarità di individui. Obbligati a vivere con perfetti sconosciuti, privati della quotidianità degli affetti. Noi (disabili, anziani) abbiamo il diritto di indicare la strada giusta del futuro, per le persone non autosufficienti; garantendo a tutti il diritto di scegliere. La disabilità non è un affare privato dei disabili ma, per la maggioranza degli essere umani, purtroppo, essi sono trasparenti. La diversità appartiene a tutti, dunque tutti uguali e tutti diversi».

Le associazioni ricordano che «i disabili sono quattro milioni e mezzo e circa dieci milioni di familiari, però molti pensano ancora che, siamo da rinchiudere. La società moderna prende le distanze da tutto, nemmeno il Covid ferma il parossismo della corsa al benessere, nulla può essere tollerato e compreso. Il frenetico qui ed ora, non è compatibile con la lentezza della disabilità e dell'invecchiamento».

Le quattro associazioni attive sul territorio sottolineano fanno un appello: «Salviamo l'appartenenza comune e rispettiamo il diritto di poter nascere e morire a casa nostra, potenziando l'assistenza domiciliare e la medicina territoriale. Il Covid dovrebbe insegnare: gli anziani e i disabili hanno pagato con la loro vita le scelte scellerate delle istituzioni e dei grandi capitali, questa è la grande lezione dell'epidemia. Nessuno è onnipotente e nessuno è autorizzato ad escludere persone dalla comunità sociale. Tutti sappiamo che è la presenza che stabilisce l'appartenenza, consolida l'identità personale e il ruolo sociale».

Da qui la contrarietà alla Rsa i procinto di aprire al Paratino. «Vogliamo domandare ai politici - terminano - , ai ricchi, quanti sono convinti e disponibili a richiudere i loro cari nelle Rsa e Rsd? ». —



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