Il Tirreno

Spedisce doni in Malawi ma i pacchi tornano indietro

Alessandra Bernardeschi

Il volontario per due volte si è visto recapitare i regali inviati in una missione in Africa 

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ROSIGNANO. Spedisce quattro pacchi per aiuti umanitari in Malawi ma tre tornano indietro. Mario Creatini, 70 anni, residente a Rosignano Solvay, vicepresidente dell’associazione “Health for live” chiede a Poste Italiane di far arrivare i tre pacchi doni ai bambini della missione gestita da padre Mario Pacifici; o «in alternativa - dice Creatini - chiederò i danni». La storia inizia il 15 dicembre scorso. «Come ormai faccio da parecchi anni - racconta Creatini - ho preparato quattro pacchi contenenti panettoni, pandoro, integratori alimentari, cioccolato, miele, biscotti, calze della Befana con tanti dolci e prodotti alimentari sotto vuoto, così come richiesto dalla normativa. Mi sono recato alle Poste per inviare i pacchi. Uno è arrivato alla missione dopo 15 giorni mentre gli altri tre, simili al primo, sono tornati indietro, messi in un deposito e tornati al mittente senza alcuna motivazione scritta. A questo punto mi sono recato all’ufficio postale di Cecina, ho apportato alcune modifiche, quelle che mi sono state suggerite, ed ho inviato nuovamente i tre pacchi; pacchi che ho dovuto ancora una volta sistemare perché erano tornati indietro in brutte condizioni». A questo punto Creatini pensava di aver fatto tutto ciò che era necessario affinché l’aiuto umanitario arrivasse in Malawi: «purtroppo così non è stato ed i tre pacchi mi sono tornati nuovamente indietro sempre in pessime condizioni. Alle poste mi è stato detto che hanno cambiato il corriere. Non so per quale ragione tutto ciò sia accaduto ma credo sia inaccettabile. E quindi se questi pacchi non potranno raggiungere la missione chiederò il rimborso spese e i danni». Mario Creatini ogni due anni si reca in Malawi: «Sono un perito elettrotecnico in pensione - racconta - e metto a disposizione della missione la mia professionalità. Spesso la missione è colpita da black -out e così ho progettato un impianto che, attraverso delle batterie, può fornire per circa 10 ore energia elettrica all’ospedale. Faccio questo tipo di volontariato dal 2003, da quando nella parrocchia di Santa Teresa a Rosignano Solvay ho conosciuto Paolo Pacifici, fratello di Mario. Con l’associazione, che ha sede in via Buozzi, cerchiamo di aiutare la missione gestita anche da Orizzonte Malawi di Bergamo. Alla fine non mi interessa avere i soldi indietro, vorrei solo qualcuno che mi facesse spedire questi pacchi. Chi vive in Occidente non si rende conto quanto queste piccole cose possano portare tanta gioia in questi Paesi». Paesi poveri, «ma che donano tante emozioni. Quando arrivo alla missione è una gioia vedere quei bambini che mi vengono incontro urlando il mio nome». —

Alessandra Bernardeschi

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