Sicurezza
Lacrime e sospiri per l’addio a Flavio Cresci dalla sua amata Sassetta
La comunità si è stretta alla figlia, il feretro è stato avvolto nella bandiera della Pubblica assistenza di cui era volontario
sassetta. L’ultimo viaggio, dall’amata Sassetta a Livorno, dove il suo corpo è stato cremato in serata, Flavio Cresci l’ha compiuto avvolto in una grande bandiera della Pubblica Assistenza, l’associazione a cui aveva dedicato passione e tante ore del suo tempo. Poco prima d’iniziare questo viaggio, in S. Andrea affollata fino al limite del consentito dalle norme anti-Covid, Barbara Lazzarini, presidente della Pubblica assistenza, s’era rivolta a lui con parole semplici incrinate dalla commozione: «Ci ricorderemo sempre del tuo sorriso e del tuo impegno a favore di tutta la comunità sassetana…La tua è stata proprio una vita all’insegna del servizio. Grazie di cuore, Flavio». Una vita intensa nella società, nella famiglia, nel lavoro, proprio come tanti hanno ricordato in questi giorni. Una vita strappata prematuramente - Flavio aveva 63 anni – da un’auto sulle strisce di viale Repubblica, a Marina di Cecina, una tragedia che dopo giorni suscita sgomento e incredulità. Ma «la vita è più lunga della vita terrena» ha osservato nella sua partecipe omelia il parroco don Fabio Santini, prendendo a prestito parole di San Giovanni. «E quella di Flavio è stata anche una vita bella», ha rimarcato confortevole il prete rivolgendosi in particolare alla giovane figlia Cecilia, accasciata accanto alla bara, stretta dalle braccia di familiari e di amiche d’infanzia. L’addio di Sassetta a Flavio Cresci è stato intenso e partecipato da tantissime persone, amici di lunga data in grande numero. In paese, e subito accolta in chiesa, la salma era arrivata nella tarda mattinata da Cecina, dopo che nel pomeriggio del giorno precedente era stata eseguita l’autospsia. In quelle stesse ore il sindaco Alessandro Scalzini aveva proclamato il lutto cittadino. Fino all’ora della messa, decisa all’ultimo momento invece della semplice benedizione, un andirivieni continuo di persone desiderose di rendere un ultimo saluto, un pensiero di grata amicizia. Poi la cerimonia nella parrocchia colma quanto consentito dal distanziamento, mentre molta gente è rimasta in attesa all’esterno, nella piazzetta. Finito il rito, dal borgo storico, attraverso il paese, un lungo corteo ha accompagnato Flavio fino al limite della zona urbana, lasciandolo partire per l’ultimo viaggio, avvolto nella grande bandiera della Pubblica assistenza. Tra lacrime e singhiozzi. —
Giorgio Piglia
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