Sicurezza
L’Avis fa il pieno di solidarietà Per il 2020 record di donazioni
ROSIGNANO. Sono 853 le donazioni di sangue e plasma effettuate dai donatori di sangue dell’AVIS comunale di Rosignano. Sono aumentate per la sesta volta consecutiva negli ultimi anni (lo scorso anno erano state 840).
«Sono numeri che ci riempiono di soddisfazione – dice Fabio Rosi, presidente dell’Avis Rosignano – e ripagano del grosso lavoro effettuato per la programmazione delle donazioni in un anno che ci ha visto combattere anche la paura del Covid-19 e con tutte le implicazioni dovute alla gestione delle donazioni che sono sempre state gestite al livello massimo della sicurezza per il donatore che si recava presso il Centro trasfusionale».
Ci sono altri dati positivi, in primis i 51 nuovi donatori del 2020.
«È vero – conferma Rosi- perché le domande di iscrizione erano molte di più ma purtroppo non tutte hanno superato gli esami che attestano l’idoneità alla donazione. Mi preme sottolineare che le domande di iscrizione nel 2020 son state fatte dai cittadini di Rosignano a fronte di una diminuita promozione della cultura del dono del sangue da parte nostra in quanto non siano potuti andare nelle scuole e nelle piazze per le note restrizioni legate alla pandemia. Se i giovani hanno sentito comunque l’esigenza e la voglia di iniziare il percorso della donazione del sangue ci fa pensare che quello che abbiamo fatto negli anni passati per promuovere la donazione è stato recepito in modo profondo e costante nel tempo».
Nel 2020 da parte di Avis Rosignano erano state programmate diverse manifestazioni per festeggiare i 50 anni “dalla parte giusta” dell’Associazione ma la maggior parte non state effettuate per le problematiche legate alla pandemia e l’unica iniziativa portata avanti è stata quella delle “panchine dell’inclusione”.
«Come consiglio direttivo siamo orgogliosi di aver messo in opera sei panchine - dice Rosi - (manca la settima che verrà messa a Rosignano Solvay nella primavera del 2021) e l’accoglienza ricevuta dal progetto ci gratifica della scelta fatta. Abbiamo avuto complimenti a tutti i livelli della nostra associazione, siamo stati con foto e servizio sulle pagine delle new di Avis nazionale e ci hanno chiamato sedi Avis di altre regioni per conoscere meglio il progetto».
Quando un’associazione ha dei numeri positivi per tanti anni di seguito vuol dire che ha una struttura e capacità operativa ormai consolidata nel territorio.
«Devo ringraziare tutti i nostri donatori – conclude Fabio Rosi- per la loro completa disponibilità nel recepire le nostre chiamate in relazione alla necessità dei vari gruppi sanguigni comunicata giornalmente dal Centro Regionale Sangue. Dietro i nostri numeri c’è il lavoro costante e preciso di Ginevra Belfiore e Simone Bartoletti i nostri ragazzi del servizio civile regionale e universale che portano avanti un modo operativo già sperimentato negli anni passati con gli altri ragazzi del servizio civile. Oggi è necessario programmare la donazione di sangue per sostenere la programmazione delle attività delle sale operatorie e delle terapie oncologiche». —
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