Il Tirreno

C’era una volta la spiaggia della Barcaccina davanti al bagno un cumulo di posidonie

Alessandra Bernardeschi
C’era una volta la spiaggia della Barcaccina davanti al bagno un cumulo di posidonie

A Vada il mare continua a rosicchiare metri e metri di costa in attesa delle opere antierosione che proseguono col contagocce  

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la storia

Lotta contro il tempo a Vada dove il mare continua a mangiarsi metri e metri di spiaggia. Terminato il primo pennello alla Bucaccia, si attende la fine della seconda opera quindi il terzo pennello e il ripascimento di quel tratto di costa a nord della frazione. Intanto alla Barcaccina le onde continuano incessantemente a sbattere contro la barricata in legno che i proprietari hanno messo davanti allo stabilimento balneare affinché l’acqua salmastra non entri all’interno dei locali. In contemporanea si torna a chiedere un progetto antierosione che riguardi la zona a sud della costa per proteggere i punti Azzurri e la zona dei campeggi.

la sabbia

non c’è più

«Un progetto - dice Roberto Creatini presidente della Pro loco, associazione che gestisce i punti azzurri - che ci era stato promesso anni fa». Per capire a che punto possa arrivare la forza del mare a Vada, basta guardare lungo la strada della marina: di fianco ai marciapiedi cumuli di posidonie testimoniano che le onde arrivano sino all’abitato. «Sono anni che è così - dice Ilaria Musto dello stabilimento balneare la Barcaccina - le mareggiate invernali sono un delirio sia per noi sia per i Punti Azzurri e le strutture a sud della costa di Vada. Il mare entra dentro le strutture, l’anno scorso le onde mi hanno buttato giù il marciapiede davanti alle cabine. La situazione è peggiorata negli ultimi 10 anni. Per questo ripongo fiducia nel progetto della Regione. Al momento è stato eseguito il pennello alla Bucaccia e stanno lavorando al secondo. Terminato quello ne verrà eseguito un altro tra i miei bagni e i bagni Lido. Infine verrà eseguito il ripascimento».

Pennelli

odio e amore

A chi, tra i cittadini di Vada sta puntando il dito sulla trasformazione che i pennelli porteranno sulla costa Musto risponde: «Facciamo finire i lavori. Tra due o tre anni quando le correnti e la sabbia si saranno assestati, potremo giudicare. Sono fiduciosa perché ho visto che in altre realtà i pennelli hanno funzionato. Chiederei che, prima di criticare, potessimo vedere l’esito dell’intervento. D’altra parte - continua Musto - non era possibile andare avanti così. La spiaggia è il motore economico di questa frazione. I turisti vengono a Vada perchè possono andare al mare. In questi anni non nego di aver perso clienti proprio per la mancanza di spiaggia. Non ci possiamo dimenticare che in un quarto d’ora d’auto le persone arrivano ad altre località come, per fare un esempio, a Marina di Bibbona». Musto fa un invito: «A mio parere adesso i cittadini di Vada dovrebbero concentrare la loro attenzione nel chiedere un progetto più ampio per salvaguardare anche la zona a sud della costa dove ci sono i punti azzurri, i campeggi ed altre strutture turistiche e dove il mare sta entrando nella pineta». Pineta, o riserva biogenetica, a ridosso della costa che sta pagando a caro prezzo il problema relativo all’erosione.

La costa piange

«Occorrerebbe un progetto anche per la costa a sud di Vada - conferma Roberto Creatini - le mareggiate stanno distruggendo i punti azzurri. Negli ultimi 10 anni il mare si è portato via almeno 15 metri di spiaggia, senza contare i danni che ogni inverno il mare fa alle strutture balneari. Un mare che entra nella pineta - continua - e che oggi arriva sin sulla strada.

«A sud non è previsto alcun progetto anche se, anni fa, ci era stato prospettata la realizzazione di un pennello con gli avanzi del progetto relativo alla Bucaccia. Al momento, che io sappia, di progetti non ce ne sono. E comunque dal progetto alla realizzazione passeranno anni. Ma il mare va fermato perché, sia chiaro, perdendo la spiaggia perdiamo anche i turisti e tutta l’economia della frazione, e anche quella del Comune ne risente. Ho visto che dove sono stati eseguiti i pennelli, vedi alle Gorette a Cecina- conclude Creatini - la situazione è migliorata».

Una lotta contro il tempo affinché Vada e la sua marina fatta di pescatori, di piccoli ristoranti e stabilimenti balneari possa guardare al futuro. —

Alessandra Bernardeschi

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