Il Tirreno

IL SINDACATO ALL’ATTACCO 

«Scuola in tilt, l’organico extra attende ancora di riscuotere»

Mataresi (Flc Cgil): assunzioni bloccate per mancanza di fondi, ritardi nei pagamenti. L’invito al prefetto: serve un tavolo permanente per discutere

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ROSIGNANO. «In tutta la provincia di Livorno centinaia di lavoratrici e lavoratori erano stati infatti assunti a fine settembre come supporto al personale scolastico ma poi le assunzioni sono state bloccate per mancanza di fondi». Non basta: c’è addirittura chi non è riuscito a riscuotere nemmeno il primo stipendio. A denunciarlo è il sindacato Flc Cgil per bocca della segretaria provinciale Licia Mataresi, che cita il caso di «almeno una cinquantina di lavoratori (tra docenti e personale Ata) degli organici aggiuntivi che ancora non hanno riscosso il loro primo stipendio».

Per l’organizzazione dei lavoratori un simile andazzo è «inaccettabile». Tutto ciò nasce dal fatto che «il mondo della scuola è in pieno caos». A ciò si aggiungano gli effetti della decisione del governo di rinviare di quattro giorni il ritorno alla didattica in presenza nella scuola secondaria di secondo grado: «Ha generato molta confusione sia tra i lavoratori del settore scolastico che tra le famiglie degli alunni», dice Mataresi invitando il prefetto ad affrontare «questo momento così delicato» istituendo «un tavolo permanente a cui poter portare le nostre proposte».

A giudizio dell’esponente sindacale Cgil, dalla «mancanza di un adeguato coordinamento tra Stato, Regioni e scuole» si stanno generando una serie di «contraccolpi negativi sul fronte occupazionale, in particolar modo in relazione agli organici aggiuntivi (il cosiddetto “organico Covid”)». A cominciare proprio dal pagamento degli stipendi.

Per Mataresi è «incomprensibile» la scelta del governo di far slittare ulteriormente in ritorno in classe. «La macchina organizzativa era già pronta per la ripartenza: i tavoli di confronto dei giorni scorsi – sottolinea – avevano visto prefetti, dirigenti scolastici e aziende di trasporto discutere e approvare piani di entrata/uscita dalle scuole di alunne e alunni». L’esponente Cgil ricorda che i sindacati, «esclusi da tali tavoli», avevano «da tempo suggerito soluzioni e messo in allarme i politici sul tema della sicurezza: purtroppo nessuno di tali suggerimenti è stato preso in considerazione». Non è tutto: «Nessuna risposta soddisfacente neanche in relazione alla richiesta di aumentare gli organici per permettere la riduzione del numero di alunni per classe».

Mataresi giudica « senza dubbio un passo importante» il progetto “Scuole sicure” presentato dall'assessore regionale Alessandra Nardini («deve essere attivato il prima possibile»). Ma rincara: «Il tracciamento delle positività doveva però già essere operativo prima dell'11 gennaio: siamo in forte ritardo, non sono ancora stati resi pubblici i dati sui contagi del primo trimestre nelle scuole» mentre proprio la conoscenza di tali dati «vuol dire capire quanto la riapertura della scuola abbia contribuito alla diffusione del virus». —

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