Il dolore
«Più negozi e servizi o Vada rischia di diventare soltanto un dormitorio»
L’appello di residenti storici della frazione che invitano anche le famiglie a scegliere il paese come luogo in cui vivere
VADA. Un appello ai commercianti, perché aprano negozi nel paese, ma anche alle giovani coppie o a chi decide di cambiare casa, perché scelgano Vada come centro in cui risiedere. A lanciare l’appello sono alcuni residenti storici della frazione. «In passato - spiega Riccardo Cantini, presidente dell’associazione Amici del museo - questo era un paese fiorente, con una piazza che era anche una zona commerciale, con svariate attività. Veder morire il commercio e, di conseguenza la vita nel paese, è una cosa inaccettabile. Con gli incentivi dello Stato per le ristrutturazioni, questo è un buon momento per comprare casa qui, dove ci sono molte case in vendita. Il mio timore è che Vada diventi sempre meno interessante come paese in sé, ma che si riduca a un luogo turistico e basta». Intravede il rischio che il paese «resti stretto in una morsa fra Rosignano e Cecina, ambedue zone dove stanno sorgendo grossi supermercati», anche Roberto Creatini, presidente della Pro Loco. «In piazza sono rimasti - dice - quasi esclusivamente negozi di generi alimentari e food. Bene, ma servono anche altre attività, che rappresentano un servizio per i cittadini, tanto per fare qualche esempio non c’è un posto dove comprare libri o dischi, manca il calzolaio, e i negozi che ancora resistono rischiano di essere stritolati dai supermercati sorti a Rosignano e a Cec ina. Di questo passo Vada diventerà come la Mazzanta, un quartiere di case estive. Invece anche nel Poc, il Comune dovrebbe inserire la previsione urbanistica di zone residenziali e non di seconde case».
Anche Franco Santini, presidente del teatro Ordigno, teme una sorta di desertificazione del paese, che comunque conta circa quasi 4mila abitanti. «Credo sia sempre mancata - dice - una zona di aggregazione a ridosso del mare. Lo dico da anni, che per rivitalizzare Vada è fondamentale riqualificare la Marina, mettendoci anche arredi urbani adeguati. In questo modo si potrebbe stimolare le persone a frequentare la zona anche in inverno».
Tra i residenti storici del paese c’è anche chi suggerisce che i negozianti presenti si modernizzino offrendo prodotti e servizi sempre più all’avanguardia.
«Secondo me - spiega Cesare D’Ambrosio, storico consigliere Pro Loco - prima di tutto devono essere abbassati gli affitti dei fondi commerciali, che diventerebbero più appetibili. E i negozi devono dotarsi di Pos e attirare i clienti con prodotti nuovi, così da evitare che le persone si rivolgano ai centri commerciali di Cecina». —
Anna Cecchini
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