Sicurezza
Il caso dei lavoratori della Semit approda in Regione
I 19 dipendenti non lavorano da quando i vertici aziendali sono sottoposti a misure cautelari nell’inchiesta sullo smaltimento dei liquami
ROSIGNANO. Un confronto con il nuovo amministratore delegato, per capire se sia possibile far ripartire l’attività dell’azienda o il percorso preveda l’attivazione della cassa integrazione.
Questo il primo passo che i sindacati faranno nei prossimi giorni, dopo che ieri si è insediato il tavolo di crisi della Regione Toscana per l'azienda Semit. Azienda i cui vertici, da metà dicembre, sono sottoposti a misure cautelari a seguito dell’inchiesta della Guardia di finanza riguardo allo smaltimento dei fanghi. Diciannove i dipendenti dell’azienda, che essendo l’attività ferma non possono lavorare. E non ricevono quindi né lo stipendio né alcuna forma di ammortizzatori sociali. Una situazione che preoccupa i dipendenti e le organizzazioni sindacali. «Prima di Natale - spiega il sindaco Daniele Donati - i sindacati si erano rivolti a me, sottolineando la forte preoccupazione per i diciannove lavoratori azienda. Io ho suggerito prima di tutto di contattare la Regione per attivare un tavolo di crisi».
Ieri l'apertura dei lavori, avvenuta alla presenza del consigliere per la gestione delle crisi aziendali Valerio Fabiani, del sindaco Donati, delle organizzazioni sindacali di categoria della provincia di Livorno e dei rappresentanti dei lavoratori. Il consigliere Fabiani ha confermato l'interesse della Regione Toscana per un esito positivo della crisi che grazie al tavolo istituzionale sarà monitorata costantemente.
«L'impegno della Regione - scrive in una nota - è a fianco dei lavoratori e dei dipendenti dell'azienda preoccupati per le retribuzioni e le prospettive future dell'impresa». In particolare Fabiani ha auspicato «che possa essere attivato in tempi rapidi un confronto con la proprietà di Semit, che ha appena cambiato l'amministratore delegato, anche in merito alla possibilità, sollecitata dai sindacati, di ricorrere agli ammortizzatori sociali come strumento di gestione dell'attuale fase».
Vista la nomina di un nuovo amministratore dell’azienda, la speranza dei sindacati e delle istituzioni è che «ci sia la possibilità di far ripartire l’attività, che ha anche diverse commesse, così da garantire i lavoratori che da tempo», spiega Donati. Come stabilito durante il tavolo di lavoro attivato in Regione, i sindacati si confrontano con l’amministratore delegato per capire se ha autonomia di far ripartire il lavoro o se invece la strada prevista sia quella degli ammortizzatori sociali chiaramente in deroga, in quanto si tratta di una crisi perché indotta dalla situazione giudiziaria. Quando i sindacati faranno questo passaggio, l’amministrazione, che segue la vicenda da vicino, è disponibile ad essere presente a questo confronto». —
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