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Bloccati i lavori di manutenzione al tetto ancora chiusi bar e archivio alle Creste
Il locale doveva riaprire a Natale. Donati si difende: «Intervento finanziato, ma il tribunale deve fare accertamenti tecnici»
ROSIGNANO. Doveva riaprire per Natale, dopo i necessari interventi di manutenzione provvisoria al tetto.
Invece, la porta della caffetteria del centro culturale Le Creste, chiusa da 9 mesi ossia dal 7 marzo scorso, è ancora sbarrata. Di fatto dal primo provvedimento di lockdown deciso dal Governo per contrastare i contagi da Covid, la caffetteria adiacente alla biblioteca comunale è chiusa ai cittadini.
Una chiusura che, inizialmente collegata al rispetto delle normative nazionali, successivamente è stata dovuta ad infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto.
E la caffetteria del centro Le Creste è tutt’ora chiusa, perché ancora non è stato effettuato l’accertamento tecnico previsto dai periti nominati dal tribunale di Livorno. Accertamenti necessari per capire se le ditte, che hanno realizzato l’immobile, abbiano commesso errori durante i lavori di copertura del tetto con blocchi di paglia.
A ottobre il Comune di Rosignano aveva stanziato 22 mila euro per mettere in sicurezza, con opere provvisorie, la zona della caffetteria e quella della biblioteca, in particolare l’area dell’archivio. Un intervento che invece non è stato fatto.
«Non è stato possibile effettuare i lavori - dice il sindaco Daniele Donati -, pensavamo di poter intervenire con opere provvisorie ma ci hanno sconsigliato di eseguire i lavori che avrebbero potuto alterare lo stato dei fatti e creare pregiudizio alla causa che stiamo portando avanti. Causa necessaria - continua - per individuare se le infiltrazioni siano legate ai lavori eseguiti dalle varie ditte durante la realizzazione dell’immobile. L’accertamento tecnico è programmato per i primi di gennaio. Effettuato quello noi siamo pronti per iniziare i lavori».
Il centro culturale Le Creste è stato realizzato con 9mila presse di paglia ed è costato più di sei milioni di euro (cifra alla quale va aggiunto il costo relativo agli arredi). L’immobile su via della Costituzione è stato inaugurato il 21 dicembre del 2013. Quindi solo 7 anni fa. «Vogliamo fare chiarezza - dice Donati - dal momento che le infiltrazioni sono apparse poco dopo l’inaugurazione dell’edificio».
Fatto sta che da marzo scorso la caffetteria, solitamente molto frequentata non solo dai cittadini che utilizzano la biblioteca comunale e gli altri servizi culturali presenti all’interno del centro Le Creste su via della Costituzione ma anche da persone che hanno ormai l’abitudine di considerare il locale un luogo di ritrovo, è stata chiusa e non ha mai riaperto i battenti.
«Siamo a conoscenza del percorso attivato - dice Marco Agostini presidente della Nuovo Futuro, associazione che gestisce la caffetteria - ma non sappiamo quando inizieranno i lavori e neppure quanto sarà la loro durata. Per quanto ci riguarda abbiamo provveduto a mettere in sicurezza gli arredi. Siamo in attesa che possano iniziare almeno gli interventi provvisori così da poter riaprire. All’interno della caffetteria lavoravano cinque persone a rotazione. In parte alcune di queste persone sono state impiegate in altre attività, in parte sostenute attraverso il fondo di integrazione salariale. Certo è che il prolungarsi della situazione non facilita neanche la gestione dei lavoratori. Ci auguriamo che in tempi ragionevoli possa essere effettuato almeno l’intervento tampone e poi tutti i lavori necessari».
Un intervento tampone che, sulla base del progetto dell’amministrazione, prevedeva lo smontaggio dei punti luce, lo spostamento di alcuni impianti, il provvisorio isolamento dell’impianto di diffusione sonora, la realizzazione di un sistema di illuminazione con punti luce da terra ma anche un sistema di captazione delle acque, modifiche degli impianti e integrazioni ed eventuali sostituzioni di elementi danneggiati per un costo totale di 22 mila euro.
Una cifra che si inserisce nel più ampio progetto relativo ai lavori di riqualificazione della copertura del tetto, per il quale l’amministrazione ha previsto una spesa di 230 mila euro. —
Alessandra Bernardeschi
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