Gioco
“Sempre più vicini” Nella rsa la stanza che abbatte il muro dell’invisibilità
Dopo due mesi Rosaria ha visto da vicino la sorella Concetta Ecco l’dea di Casa Maffi e parrocchia per gli auguri di Natale
Michele Falorni
Cecina. Una cabina bianca di pochi metri quadrati arredata in modo semplice racchiude un mondo di affetto e rispetto, dolci pensieri e sguardi affettuosi. Se la stanza di incontro “Sempre più vicini” è realtà, il merito è del gioco di squadra promosso dalla Casa Maffi sede di Palazzi e dalla parrocchia, pronte a collaborare e a inaugurare, ieri mattina, un luogo in cui incontrarsi in sicurezza ma abbattendo il muro dell’invisibilità.
L’idea di Sara Belli, responsabile della struttura di piazza dei Mille, è un raggio di luce che illumina il cielo buio di quest’anno tribolato. Oltre l’ingresso dell’ex portineria, ora sede dell’oratorio parrocchiale, i familiari possono rendere visita ai parenti e soprattutto vederli, scambiando con loro non soltanto gli auguri di Natale. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco di Cecina Samuele Lippi, il direttore generale dell’istituto Massimo Rapezzi, don Michele Casarosa, il governatore della Misericordia Massimo Bianchi e la rappresentante del comitato familiari Rosaria Stefani, la cui sorella, Concetta, è una delle 76 ospiti della Casa. La parrocchia ha concesso volentieri l’ampia stanza, nella quale i dirigenti dell’istituto hanno ricavato una sorta di “sala degli abbracci”, sebbene qui non ci sia la possibilità di stringersi e scambiarsi un bacio sulla guancia. Esiste però l’opportunità di andare oltre la videochiamata: qui ci si può vedere e parlare da vicino (separati da un vetro). Sì, perché da ottobre, quando la Regione ha emanato le nuove disposizioni, le procedure sono divenute più complicate e i rapporti umani sono stati azzerati dalle barriere. La soluzione al problema è arrivata con soddisfazione prima di Natale, festa che celebra la famiglia e quindi l’unione e la voglia di stare insieme senza distinzioni e, soprattutto, nessun impedimento.
La gestione di “Sempre più vicini” è frutto della sinergia tra Casa Maffi, parrocchia e Misericordia di Palazzi. Quest’ultima si occuperà dell’aspetto più delicato: l’accoglienza. Per questo, gli ingressi sono due e sono separati: i familiari entrano dall’ex portineria di lato alla chiesa, mentre i “fratelli” – questo il nome scelto per loro dal presidente della Fondazione Franco Falorni – dal lato opposto, accompagnati anche in carrozzella. Dentro la stanza si trovano una scrivania, un microfono e un interfono fissato al vetro per comunicare. Alla parete è appeso un quadro raffigurante il presepe e composto dagli ospiti. Un piccolo abete in legno intagliato e decorato dal laboratorio falegnameria è appoggiato sul tavolo. Un infermiere assiste al colloquio e aiuta, se necessario, gli anziani a rispondere. «Abbiamo cercato e trovato una soluzione – spiega Sara Belli – che rientra nel percorso assistenziale. Un tassello che mancava pure a noi operatori, ogni giorno impegnati qui a lavorare. Chi viene in visita deve però fissare un appuntamento per la mattina o il pomeriggio». La signora Rosaria, tagliato il nastro davanti al sindaco e alle altre autorità, è entrata per prima. Non è riuscita a trattenere l’emozione al momento in cui ha visto la sorella Concetta, classe 1940, salutarla con la mano due mesi dopo l’ultima volta. “Dico grazie a tutti di cuore – ha affermato Rosaria – perché questo è un risultato bellissimo ed è l’unico modo per tutelare le persone. Un meraviglioso dono di Natale”. Il direttore generale Massimo Rapezzi ha sottolineato, l’indispensabile collaborazione avuta dalla chiesa e dal mondo del volontariato.
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