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Anziana ferita in casa, salvata dai carabinieri di Cecina: «Vi devo la vita, siete i miei angeli custodi»
La donna, 88 anni, era caduta procurandosi un taglio in testa. Grazie allo scrupolo di un vicino e ai militari ora sta meglio
ROSIGNANO. «Grazie, vi devo la vita: siete i miei angeli custodi». Maria – è un nome di fantasia – ha 88 anni e non riesce a trattenere le lacrime mentre dalla barella su cui l’hanno fatta stendere i volontari della Pubblica assistenza di Rosignano ringrazia i carabinieri, gli stessi soccorritori del 118 e i vigili del fuoco. Perché è stato grazie allo scrupolo di una vicina, che ha prontamente abbracciato, e all’abilità dei militari che si sono messi in contatto con il nipote a Roma se ora, dal letto dell’ospedale di Cecina, può parlare con i parenti e con tutti coloro che la conoscono.
È mezzogiorno di venerdì scorso e la donna, da ore, non dà segni di vita. Nessuno può sapere che è caduta nel suo appartamento di Rosignano Solvay, dove abita da sola, facendosi male alla testa. Sta perdendo parecchio sangue, non riesce nemmeno a gridare. È spaventata, rassegnata: attende i soccorsi. Ma nessuno li ha chiamati. Né può farlo. E lei sta quasi svenendo. Così, una vicina di casa, non vedendola da ore pensa che ci sia qualcosa di strano. E chiama il 112: «Scusate, ho provato anche a suonare, ma proprio non risponde. Neanche al cellulare...».
I militari, che non sottovalutano la situazione, prendono sul serio la segnalazione. Come sempre. E iniziano le indagini. In primis telefonano al triage del pronto soccorso di Cecina. Ma Maria non c’è. Non è neanche ricoverata a Livorno. Nemmeno a Piombino. O a Cisanello. Non è in nessun ospedale. Così chiamano il nipote, che vive a Roma e in effetti è da un po’ di tempo che non la sente. «Guardate, è sicuramente in casa...».
Così chiamano i vigili del fuoco del distaccamento di Cecina e il 118: bisogna entrare in casa a ogni costo e vedere come sta. I pompieri arrivano subito, così come un equipaggio della Pubblica assistenza di Rosignano con il medico del 118. I carabinieri sono lì e sovrintendono le operazioni. Gli “angeli in divisa” riescono a farsi strada dall’ingresso principale e la trovano riversa a terra, con la testa ferita e insaguinata. È cosciente, parla. Così i sanitari la medicano e se ne prendono cura, tranquillizzandola e adagiandola sulla barella, con la quale la trasporteranno in codice giallo al pronto soccorso di Cecina.
«Grazie, siete i miei angeli», ripete la donna in lacrime. I militari, dopo aver compreso che si era trattato di un incidente domestico e non di un’aggressione, si assicurano che l’abitazione non resti aperta, la chiudono e danno le chiavi in mano all’anziana. Poi tutti vanno via. Secondo quanto appresso Maria è ancora ricoverata all’ospedale di Cecina, in osservazione, visto che quella brutta caduta le ha provocato una brutta ferita alla testa. Ma sta bene, per fortuna. E se ora è viva, e può parlare con i parenti e ringraziare la vicina e i soccorritori, è grazie a chi abita nel suo condominio e alla bravura dei carabinieri, che sono riusciti arintracciare in pochi minuti un parente a Roma – l’unico reperibile – e assicurarsi che lei era ancora là dentro, nella sua casa, probabilmente in difficoltà (e così è stato) e impossibilitata anche solo a urlare. Avrebbe rischiato molto, lì da sola, ma non oggi. Perché oggi sta bene.
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