Toscana
La protesta di un rosignanese: «Il tornado ci ha distrutto la casa, ma il Comune si è scordato di noi»
La casa di Sergio Leonardi è ai Palazzoni ed è una di quelle colpite dalla tromba d'aria di fine settembre: «Neanche una comunicazione per tenerci tranquilli...»
ROSIGNANO. «Il giorno dopo il tornado tutti si sono occupati della nostra situazione, è venuto anche il presidente della Regione. Poi con il passare delle settimane nessuno si interessa più. Non ci fanno sapere neanche se le domande di richiesta danni sono state accettate e se potremo riavere almeno parte dei soldi spesi per sistemare le nostre abitazioni». Sergio Leonardi abita in via Carducci, al primo piano di uno dei palazzoni devastati dalla tromba d’aria che si è abbattuta nella zona del Lillatro lo scorso 25 settembre. La sua casa è stata una di quelle maggiormente colpite, tanto che il giorno dopo il tornado è stata dichiarata inagibile. E da allora lui e la moglie Giuliana Vanzi vivono a Vada al residence Vallecorsa. «È impossibile spiegare – dice Leonardi – cosa si prova a stare oltre due mesi fuori da casa propria. Ogni mattina veniamo qui a seguire i lavori di ristrutturazione e poi, con il cuore in gola, dobbiamo ritornare al residence per trascorrere la notte. Oltretutto noi eravamo già stati colpiti pesantemente dalla tromba d’aria del 2012».
Leonardi, come del resto le altre famiglie che su via Carducci, via Agostini e via Vittorio Veneto che hanno subito i danni della tromba d’aria ha presentato la richiesta danni secondo le modalità previste dal Comune. «La Regione ha riconosciuto lo stato di emergenza - dice Leonardi - e il Comune ha dato ai residenti danneggiati solo tre giorni di tempo per fare le richieste, dal 12 al 15 ottobre. Noi abbiamo presentato la domanda, come del resto abbiamo attivato le procedure per ottenere fondi legati all’assicurazione sulla casa. Sono due mesi che tutto tace, mentre noi e gli altri cittadini dei palazzoni stiamo facendo sistemare le case a nostre spese. Io, facendo un calcolo sommario, credo mi ci vorranno circa 40mila euro. Il tornado aveva scoperchiato il tetto del mio appartamento, e aveva rialzato il soffitto della camera creando una crepa profonda. Sto tentando di fare tutto con le mie forze, finora ho pagato usando le risorse che avevamo da parte, ma dobbiamo pagare ancora tanti lavori. Per questo credo che le istituzioni dovrebbero tenerci aggiornati, non solo me ma anche le altre decine di famiglie che hanno fatto la richiesta danni. La Regione o il Comune dovrebbero almeno inviarci una comunicazione, contattarci in qualche modo per farci sapere a che punto sono le pratiche. Diciamo che in questa situazione sarebbe un po’ come una pacca su una spalla, un aiuto emotivo».
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