Il Tirreno

solidarietà 

L’appello di Caritas ai cittadini «Donate buoni pasto ai poveri»

alessandra bernardeschi

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VADA

Un appello a tutti i dipendenti delle aziende che erogano buoni pasto per aiutare le famiglie in stato di bisogno. A lanciare la proposta, il gruppo Caritas della parrocchia di San Leopoldo di Vada la cui presidente è Jessica Provinciali. Il gruppo in questi giorni sta inviando una lettera a tutte le aziende che operano sul territorio affinché invitino i propri dipendenti a donare volontariamente, a livello mensile, un buono pasto. Buoni che verranno raccolti e donati all’associazione la Sorgente del Villaggio che si occupa della distribuzione dei pacchi viveri oppure dati direttamente alle famiglie in stato di bisogno. «Vista la sempre maggiore criticità peggiorata dalla crisi derivata dal Covid che ha aggravato lo stato economico di molte famiglie tanto da generare nuove povertà - spiega Alberto Rossi che fa parte del gruppo Caritas di Vada - abbiamo chiesto alle aziende del territorio, o dei Comuni a noi vicini, di sensibilizzare i dipendenti affinché facciano una donazione volontaria mensile di un buono pasto a una famiglia oppure all’associazione la Sorgente del Villaggio». Con i buoni pasto possono essere acquistati beni, solitamente generi alimentari, di prima necessità. «Anche per questo motivo - continua Rossi - abbiamo pensato ad una raccolta di buoni pasto. Un modo per garantire l’acquisto di pane, pasta, pomodori pelati, latte alle famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Famiglie che, proprio per la crisi derivata dal Covid, si sono trovate improvvisamente in situazioni difficili anche estreme e per questo, alcune di loro, non hanno la forza di chiedere aiuto alle istituzioni ma si affacciano invece più facilmente, in cerca di aiuto, alle varie associazioni di volontariato. Sappiamo che alcune aziende del territorio, in particolare quelle che non hanno mensa interna, danno buoni pasto ai dipendenti. Facciamo appello affinché proprio i dipendenti possano offrire uno o due buoni pasto a famiglie in grave difficoltà economica che risiedono su tutto il territorio. Intanto alla Sorgente del Villaggio i volontari sono arrivati a distribuire 200 pacchi viveri ogni 15 giorni. Erano 190 nel marzo scorso, durante il periodo più buio del look down. «Adesso sono circa 200 le famiglie che stiamo aiutando ma il numero aumenta ogni settimana - spiega Rossella Conforti presidente dell’associazione Onlus- una situazione che, temo, non potrà che peggiorare. C’è stato il look down di marzo; in estate i locali, come bar e ristoranti, hanno aperto in ritardo e dunque hanno avuto meno necessità di camerieri o di personale in cucina. Quasi fermo anche il settore edile. Quelle che si rivolgono a noi sono persone che fino all’anno scorso vivevano di lavori stagionali e che ora sono senza impiego. Adesso i locali di ristorazione sono nuovamente chiusi e le persone che si auguravano di lavorare, anche solo per pochi giorni, nel periodo natalizio, non possono contare neppure su quello. Una situazione, visto lo stato delle cose, che non può che peggiorare. Ed è il futuro ciò che mi preoccupa di più». —



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