Il Tirreno

Non c’è pace per la statuta del cane Lilla: un'altra volta vittima dei vandali

Michele Falorni
Non c’è pace per la statuta del cane Lilla: un'altra volta vittima dei vandali

Dipinta di nero la cagnetta mascotte dei ferrovieri cecinesi  A settembre era stata divelta dal basamento, poi ristrutturata a spese del Comune

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CECINA. Per imbrattare ancora la statua di Lilla, posizionata a pochi metri dal binario uno della stazione dei treni di cui è la mascotte da quasi vent’anni, hanno atteso che fosse sera e poi, senza che nessuno li vedesse e sfidando il “coprifuoco”,, hanno raggiunto la panchina dipingendole il muso e la schiena di nero. E così, in meno di due mesi, la cagnetta portafortuna dei viaggiatori, simbolo d’accoglienza, è stata sfregiata di nuovo. Da chi non è dato sapere, perché non ci sono testimoni. Rimane comunque un atto grave, perché è il secondo da metà settembre, quando fu staccata dal basamento, e per la mancanza di rispetto nei confronti di una piccola opera d’arte.

«Noi da qui non vediamo niente – spiega Laura Lenzi, che insieme ai colleghi ferrovieri lavora nell’ufficio biglietteria della stazione di Cecina – perché la statua è collocata fuori, davanti al binario numero uno, e i nostri sportelli sono dentro l’atrio. Ci siamo accorti dei danni la mattina successiva. Ci dispiace, perché il Comune di Cecina l’aveva restaurata da poco. Non rimane altro che attendere, perché ora dovrà essere di nuovo ripulita e ricollocata nella stessa posizione». Sperando che non succeda più, ma intanto andrà smontata come la volta scorsa, portata via e con pazienza riverniciata. Affinché ritrovi il caratteristico colore bianco che da sempre la distingue. Lilla si trova su un basamento fuori dalla sala d’aspetto dal 2001 e lì attende le partenze e gli arrivi.

La statua è dedicata alla cagnetta Lilla, di razza istriana, morta nel 1998 poco dopo aver partorito cinque cuccioli e aver trascorso anni con i ferrovieri di Cecina che l’avevano adottata. Una presenza costante che non disturbava nessuno, anzi, scodinzolava ai passeggeri in transito alla stazione. A scolpirla e a mantenerne vivo il ricordo è stato il bibbonese Antonio Carboni per poco meno di un milione di lire di quasi vent’anni fa, raccolti dai ferrovieri. L’opera è divenuta parte del luogo per chiunque l’abbia vista o fotografata, all’epoca con la macchina a pellicola e non ancora con i telefonini. I soliti vandali l’hanno maltrattata: un concreto esempio di maleducazione e scarsa sensibilità verso chi nel tempo le ha portato rispetto.

Lilla, e i cecinesi lo sanno, è rimasta nel cuore di molti dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Alcuni viaggiatori ricordano che le fu preparata una cuccia nell’ufficio veicoli e poi un lettino in biglietteria dove dormiva e teneva compagnia a chi lavorava di notte. Senza disturbare, ma regalando affetto e scodinzolando vicino ai nuovi compagni d’avventura. Piccola e semplice, ha sempre rallegrato quelle stanze con la sua presenza e in seguito con piacevoli ricordi. Senza infastidire nessuno, al punto che i dipendenti le compravano il cibo e le medicine affinché potesse curarsi se si fosse ammalata. Un gesto di affetto. Due signori a passeggio davanti all’ingresso della stazione, ieri poco dopo l’ora di pranzo, raccontavano che Lilla, festosa, ha tenuto spesso compagnia anche ai bambini, che con le famiglie raggiungevano il treno in partenza o al rientro dalle vacanze. Ne allietava l’attesa, divenendo poi protagonista di qualche tema dagli alunni delle elementari, pronti a descrivere sui loro quaderni di averla conosciuta. —
 

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