Sicurezza
Arrestato nei boschi di Rosignano con 33 dosi di cocaina e oltre 5.000 euro
Rosignano: operazione dei carabinieri al Saracino con i battaglioni "Toscana" e "Liguria". In manette un 25enne latitante
ROSIGNANO. Lo hanno arrestato con 33 dosi di cocaina da 35 grammi in tutto e 5.380 euro in contanti. In manette un venticinquenne marocchino sorpreso a Rosignano, nei boschi del Saracino, durante un'operazione dei carabinieri della Compagnia di Cecina, diretti dal capitano Christian Bottacci, con i militari del Sesto battaglione toscana e il secondo "Liguria".
Il 30 giugno scorso, a conclusione dell’operazione denominata “Colline Bianche” il comando cecinese, con l’ausilio di altri reparti delll'Arma, aveva notificato 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere di cui otto erano andate a buon fine. Il Nucleo operativo della Compagnia di Cecina ha continuato ad effettuare indagini, appostamenti e sopralluoghi finalizzati all’individuazione degli ultimi tre uomini destinatari del provvedimento, dichiarati poi latitanti dal gip di Livorno. Di questi, uno risultava vivere nella zona boschiva del comune di Rosignano Marittimo, località Saracino, dove non solo trovava riparo, "ma continuava anche ad esercitare l’illecita attività di spaccio", scrive l'Arma.
Per questo i militari della Compagnia di Cecina, con la preziosa e concreta collaborazione delle squadre operative di supporto dei Battaglioni “Toscana” e “Liguria” nel pomeriggio del 28 novembre sono riusciti a sorprendere il latitante marocchino 25enne. Era in possesso di circa 35 grammi di cocaina già suddivisi in 33 dosi pronte alla consegna, 5.380 euro in contanti, un bilancino di precisione, un coltello a serramanico e tre telefoni cellulari con cui fissava gli appuntamenti con gli acquirenti. Lo stesso, da fine luglio, era stato nuovamente individuato e monitorato dai militari che nel corso dei servizi di osservazione ne avevano conosciuto abitudini e movimenti. Inoltre si vantava con i clienti di essere “invincibile” per non essere stato arrestato nel corso dell’operazione “Colline Bianche” di giugno e spesso, alle acquirenti donne, vendeva la cocaina dietro prestazione sessuale.
Anche lui, come i maghrebini arrestati a giugno, aveva attrezzato la sua dimora in un bivacco tra i rovi di un bosco, in pietose condizioni igienico-sanitarie, ove faceva venire i clienti che obbligava, tra l’altro, a fargli anche la spesa per essere “trattati bene”. Restano ora due latitanti ricercati dai militari.
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