Sicurezza
Zona rossa ed estetiste chiuse «Ditemi perché o mi incateno»
Carciola mostra un cartello con le spese sostenute per mettersi in regola «Lo stop solo per poche attività: qual è il criterio? Il mio centro è a norma»
/ cecina
«Perché solo i centri estetici e poche altre attività? Perché, nonostante abbiamo speso migliaia di euro per rendere i nostri negozi sicuri? Mi dicano con quale criterio ci hanno chiuso, quanti contagi ci sono stati nei centri estetici? Ci diano delle risposte. Siamo stanchi. Il prossimo passo per me sarà incatenarmi davanti al Comune». Mariangela Carciola è la titolare del centro estetico New Sundance di corso Matteotti. Ed è di fronte al suo salone quando mostra un cartello: «Ecco quanto ho speso per mettermi in regola. Sono a norma. Tutto questo per stare chiusa?».
Carciola specifica che non mette in dubbio che la situazione sanitaria sia grave, né vuole portare avanti una guerra tra poveri in stile “perché parrucchieri sì e centri estetici no?”. Ma vuole far passare un messaggio e chiede «alla Regione, al Governo e a tutti quelli che possono rispondere» il motivo che ha portato a chiudere, per decreto, una serie di attività, tra cui i centri estetici. «Durante il lockdown - spiega - ho vissuto meglio il periodo di stop. Eravamo all’inizio della pandemia ed era tutto chiuso. Non che sia stato facile, ma ce l’ho fatta. Adesso questa situazione non è accettabile. Almeno chi di dovere spieghi perché ci hanno chiuso...». Così come avevano fatto qualche tempo fa i titolari di alcune palestre del territorio, anche Carciola fa la fatidica domanda: «perché non ci dicono quanti sono stati i contagi nei centri estetici? Almeno mi metto l’anima in pace». Perché a tormentarla è il non sapere il motivo dello stop. All’orizzonte, per la Toscana, c’è il passaggio in zona arancione, quindi i centri estetici potrebbero a breve tornare in servizio. Ma dato che il futuro è incerto e non è possibile sapere quali saranno i prossimi colori della Regione, Mariangela Carciola continua a porsi domande che non la fanno dormire.
«Anche perché a queste condizioni sapete alla fine che cosa succede? Che le clienti vanno nelle case e, in questo modo, si incentiva il lavoro nero. Mentre, lo ripeto, almeno per quanto mi riguarda, sono a norma. Ho speso mille euro per un dispositivo di pulizia all’ozono, duemila per mascherine, visiere e camici monouso, altri duemila per disinfettanti, igienizzanti e prodotti simili. Poi ci sono state le spese per il termoscanner e il plexiglass. Tutte accortezze che ho preso per essere in regola. E in regola adesso ci sono. Quindi chiedo perché il contagio dovrebbe diffondersi dall’estetista? Ci sono dei dati a supporto di questa tesi che ha portato allo stop dei centri?». —
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