Sicurezza
Il depuratore geotermico si fa a Cecina
Diventa un impianto industriale, commissionato da Enel, il progetto pilota realizzato dal Polo tecnologico di Magona
CECINA
Un anno fa nel Polo tecnologico di Magona fu realizzato un impianto pilota per la depurazione dei campi di energia geotermica commissionato da Enel Green Power. Ora quel prototipo diventerà un vero impianto industriale e il progetto sarà messo a punto dal Polo cecinese. Il Tirreno ne parlò il 3 ottobre 2019: lo ricordiamo, si tratta di un impianto innovativo che funziona “a secco” (con resti di calcare) realizzato in scala 1/10, alto sei metri e capace di trattare 500 kg/H di vapore geotermico, che a metà ottobre dello scorso anno fu testato in situ nei campi di vapore a Larderello e nel comune di Monteverdi Marittimo, dopo essere stato progettato, costruito e verificato dagli ingegneri del Consorzio Polo Tecnologico di Magona (CPTM) coordinati da Leonardo Vanni, ingegnere chimico, insieme alla Pmi di Pieve di Fosciana e ai tecnici della Omega che hanno collaborato alla parte ingegneristica e informatica, coordinata dall’ingegnere informatico Marco Innesti.
«È una realizzazione importante - dichiarò allora il presidente del CPTM, Vincenzo Argentieri - che rappresenta lo spirito del Consorzio Polo di Magona: rispondere alle esigenze delle singole aziende lavorando sul trasferimento tecnologico realizzato sul campo e integrato dalle conoscenze di altre realtà scientifiche e imprenditoriali». Adesso Argentieri lo conferma: «È una grande soddisfazione per noi veder consolidare i nostri progetti, all’interno di una rete crescente di collaborazioni con aziende importanti del territorio e di un’area più vasta. È in quest’ottica che il Consorzio è entrato a far parte di due associazioni che si occupano di soluzioni di filiera nell’ambito della ricerca industriale e dell’economia circolare, le associazioni Clock e Aires».
Clock è un’aggregazione dei Poli tecnologici della Toscana, che comprende il distretto della nautica, delle cartiere, della farmaceutica. «Il Polo tecnologico di Magona – spiega Argentieri - è trasversale. Con questa associazione puntiamo a un’integrazione con le piccole e medie imprese alle quali offriamo servizi di tutor e soluzioni tecnologiche. Il progetto è partito nel 2019 e formalizzato davanti al notaio lo scorso settembre, firmando un protocollo d’intesa con la Regione Toscana. Il presidente è Giuseppe Lazzareschi, di Sofidel, un’eccellenza dell’industria cartaria, con oltre un miliardo di fatturato; vicepresidente Vincenzo Poerio, ex Azimut e Ad di Tankoa, grandi yacht, e presidente del distretto toscano della nautica voluto dalla Regione. Gli obiettivi sono la sostenibilità e la toscanità».
L’altra associazione a cui ha aderito il Polo tecnologico di Magona è Aires, nata su iniziativa di Acea, un comitato di cui fanno parte 17 aziende che si occupano di economia circolare, dal recupero dei rifiuti alla produzione di energia verde. «In quest’ambito - dice il presidente Argentieri - vorremmo aggregare anche i Comuni. In Aires ci sono grandi aziende ed enti che operano nel settore della green economy come Sei Toscana, Acea Ambiente, Scapigliato, Retiambiente, la Confservizi Cispel, e appunto ci siamo noi del Polo Magona. Questo è un territorio ricettivo all’innovazione, e ci sono nuove richieste d’ingresso da parte di altre aziende».
Il Polo fa parte del Laboratorio diffuso Toscana sud (in partnership con Certema, Bioriceriche Papalini, Tls) un pool di aziende e laboratori pubblico-privati che certificano la validità delle mascherine di protezione anti Covid. Un centinaio le aziende che si sono rivolte al Laboratorio diffuso, una cinquantina direttamente al Polo cecinese, specializzato nella verifica del filtraggio, dalla nostra regione ma anche dal resto d’Italia e dal distretto toscano del lusso. Le mascherine certificate al Polo sono in attesa di ottenere il “marchio” dal ministero, che attesta la certificazione anti-Covid. Per le mascherine prodotte in Italia la certificazione sarà fatta dall’Istituto superiore di sanità e dall’Inail, ma se la Regione darà l’okay il Polo sarà accreditato per la validazione delle mascherine d’importazione.—
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