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Niente Presepe Vivente a Rosignano, annullato causa Covid: salvato l’Albero delle donne... grazie al calcio
È la prima volta, dopo 31 anni consecutivi, che salta l’edizione della Natività. Il presidente delle Pro Loco Marino: «Coinvolgeva tutto il paese con 200 figuranti»
ROSIGNANO. Sarà un Natale senza Presepe Vivente, questo ai tempi del Covid. Le restrizioni previste dalle norme per arginare l'epidemia cancelleranno, quest'anno, le tradizioni che hanno contraddistinto il nostro territorio. A sparire, per prima, il Presepe Vivente organizzata da 31 anni consecutivi a Rosignano Marittimo. Questa sarebbe stata la 32ª edizione. Ma non ci saranno neanche i mercatini in piazza Garibaldi a Vada e neppure gli spettacoli all'Ordigno. Cancellata pure la festa di Capodanno che doveva essere organizzata in piazza della Vittoria a Castiglioncello. Via il Villaggio di Babbo Natale a Rosignano Solvay. Le luci della luminaria si accenderanno per le vie di ogni frazione il 28 novembre; gli alberi donati dalla Rea, saranno allestiti ma niente Babbo Natale in giro o per le case, come organizzava la Pubblica Assistenza.«Quella di quest'anno sarebbe stata la trentaduesima edizione del Presepe Vivente - dice Luigi Marino della Pro Loco di Rosignano Marittimo - io e la mia famiglia abbiamo sempre partecipato rivestendo vari ruoli.
Abbiamo dovuto rinunciare a questa rappresentazione che ogni anno attira migliaia di persone a causa delle normative sul Covid. Chiaro che siamo tutti dispiaciuti». La prima rappresentazione del Presepe Vivente è datata 1988 e da all'ora il borgo medievale di Rosignano Marittimo si trasforma in una Betlemme dove i figuranti rievocano, storicamente, la nascita di Gesù. Per l'ambientazione sono stati da sempre utilizzati i fondi, per lo più magazzini, presenti nel centro storico. Fondi all'interno dei quali i visitatori vedevano rappresentati dal vivo i vecchi mestieri. Un percorso storico fino ad arrivare alla capanna con Giuseppe e Maria che negli ultimi anni veniva allestiva dietro il torrione del castello Mediceo.Di fatto tutto il paese veniva coinvolto: «Siamo passati - spiega Marino - da 120 a 200 figuranti, a seconda delle edizioni». Due gli appuntamenti: il 24 dicembre dalle 21 alle 24 e il 26 dicembre dalle e 15 alle 19. «L'intenzione è quella di riproporlo il prossimo anno - dice il presidente della Pro Loco - ma già avevamo avuto alcune difficoltà a reperire i magazzini che ogni volta vanno svuotati. Avevamo infatti allestito capanne all'esterno. Il timore è che alla fine questa tradizione possa perdersi».Altra tradizione in bilico è l'albero in piazza che ogni anno veniva progettato e allestito dalle donne di Rosignano Marittimo. Donne che non si sono lasciate vincere dal Covid e che, seppur in forma diversa, anche quest'anno proveranno a presentare qualcosa di originale.
«L'albero ci è stato donato dalla Rea - dice Marino -: il gruppo di donne, che si sono riunite settimane fa, ha avuto l'idea di prendere vecchi palloni donati loro dalle associazioni sportive, di tagliarli, colorarli e fare una sorta di treccia per abbellire l'abete». «Anche per allestire l'albero dovremo seguire le regole relative al Covid e quindi essere presenti non più di due o tre per volta, mantenendo le distanze. Se tutto andrà per il giusto verso- illumineremo il paese con i festoni e l'albero il 28 novembre».
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