Il Tirreno

l’iniziativa 

A Cecina 35 strade sono pulite grazie ai volontari “fai da te”

Michele Falorni
Renato Michelotti (il secondo da destra) con alcuni ragazzi di Oxfam
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Renato Michelotti (il secondo da destra) con alcuni ragazzi di Oxfam

Il progetto “Adotta una via” è nato a Cecina pochi mesi fa e adesso sbarca anche a Donoratico

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CECINA. Sono passati meno di quattro mesi, ma le strade collegate al progetto “Adotta una via, pulisci la via” sono già più di 35. Renato Michelotti, dirigente del Rugby Cecina che all’inizio di agosto ha lanciato l’iniziativa raccontata dal Tirreno e aperto la pagina Facebook, prosegue con passione il lavoro dal viale della Repubblica, dove ha cominciato, e intanto segue la crescita degli iscritti che si sono organizzati anche a Donoratico. «L’idea – spiega – è nata vedendo che in giro per Cecina cresce l’erba alta ai lati delle carreggiate, dove spesso vengono gettati pure i rifiuti. Preso atto della situazione, ho iniziato da solo, sperando di sensibilizzare le istituzioni oltre ai cittadini e ai turisti». Insomma, un invito esplicito a curare meglio il verde pubblico e a usare i cestini. A distinguere chi, più volte alla settimana, infila un paio di guanti, prende la paletta e apre i sacchetti di plastica è la casacca con il logo del canguro pensato da Massimo Cappagli, di professione grafico. In città, il progetto è piaciuto e con il passare del tempo le adesioni sono cresciute, così come le opinioni scambiate via internet. Le vie Carlo Cassola, Volterra e la zona del parco AllenaMente dentro al villaggio scolastico sono tra i luoghi più controllati. Tra i 370 lettori della pagina, molti sono sostenitori e altri lavoratori.

«La pulizia è libera – prosegue Michelotti – e ognuno di noi può spostarsi come crede. Con la diffusione della pandemia e le nuove disposizioni più restrittive è divenuto più difficile, ma niente vieta che vicino a casa si possa proseguire l’attività. Nelle settimane scorse ho visto in giro persone che, a pochi passi dal cancello d’ingresso, raccoglievano spazzatura ed erbacce. Non indossavano la nostra divisa e forse nemmeno sanno che esistiamo, ma sono contento che tengano al decoro». E al colpo d’occhio complessivo, perché a chiunque piace vedere strade pulite e fossi sgombri da lattine, bottiglie di birra e carta di ogni tipo. «Pensavo a quest’iniziativa da marzo, durante la chiusura – continua – e quando a luglio, al rientro da Roma dove sono andato in bicicletta, ho visto i vialetti sporchi sono passato all’azione. Ho contattato Cappagli, pagato le prime venti casacche e risposto a chi me lo ha domandato che sono volontario e non lavoro per l’azienda Rea. A ottobre ho coinvolto una squadra giovanile del Rugby Cecina nella zona del villaggio scolastico e proprio pochi giorni fa sono stato contattato dal liceo Enrico Fermi. Ho scritto alla scuola e attendo conferma, perché gli studenti potrebbero partecipare. Intanto, ho coinvolto sei ragazzi immigrati dell’associazione Oxfam, che a Cecina ha sede in via Filippo Turati e soccorre in vari modi chi si trova in difficoltà. Mi piacerebbe che le istituzioni, a partire dal sindaco, e i servizi preposti fossero più attenti e organizzati. Non ho il quadro preciso e non controllo nessuno, ma mi impegno volentieri».

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