«Non siamo squadre anti-cinghiali ma ci daremo da fare»
CASTAGNETO
A proposito di caccia, c’è poi il problema ungulati che da anni bussa alle porte delle attività agrituristiche e soprattutto vitivinicole. «All'attività venatoria è legato, anche nel territorio livornese - dice Lucchesi - un'importante indotto di armerie, aziende agrituristico e faunistico venatorie e aziende specializzate nel caricamento di munizioni, posti di lavoro che devono essere protetti e salvaguardati. Sul problema degli ungulati, i cacciatori sono sicuramente pronti a fare la loro parte per tutelare le produzioni agricole e la pubblica incolumità; questo però rimanendo, comunque, volontari appassionati e non trasformandoci in soldati anti-cinghiale. Siamo nella terra del Sassicaia e lo sappiamo, il nostro senso di responsabilità è presente e attivo. Ma lo stesso, non riteniamo concepibile una ripresa della sola caccia agli ungulati e vogliamo sperare che i praticanti di ogni forma di caccia riceveranno uguale trattamento: quando torneremo in zona arancione, tutti i praticanti l'attività venatoria possano finire la stagione con la massima soddisfazione possibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
