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«Migliaia di euro di danni alla Barcaccina»: il titolare querela i tre ragazzini sorpresi a rubare
Vada: forzate le porte antincendio, ecco perché è scattata la denuncia. «Se si fossero limitati a rubare le bibite li avrei lasciati stare, così non va bene»
VADA. All’inizio si era messo «una mano sul cuore», perché pensava che fossero solo dei ragazzini (due di 14 e uno di 15 anni ndr) complici di una bravata: il furto di un paio di cuscini e alcune lattine di Red Bull dal suo locale, la famosissima “Barcaccina” di Vada, sul lungomare. Poi però, dopo aver svolti nuovi sopralluoghi con il suo direttore, ha scoperto che purtroppo non si erano limitati a questo, danneggiando irrimediabilmente anche le porte antincendio «che ora ci costeranno migliaia di euro».
È per questo motivo che il gestore del locale di Vada – il ventinovenne di Montale (in provincia di Pistoia) Andrea Cecchi – ha deciso di querelare i tre ragazzini che sabato pomeriggio, attorno alle 15, dopo il colpo in riva al mare erano subito stati scoperti dai carabinieri della Compagnia di Cecina, diretti dal capitano Christian Bottacci, che con le pattuglie della stazione di Rosignano Solvay erano subito intervenuti sul lungomare, grazie all’allarme antifurto che si era attivato all’istante, identificato i presunti baby ladri e portandoli in caserma, dove sono stati raggiunti dai genitori e sanzionati per 400 euro ciascuno per aver infranto le normative anti-Covid, visto che uno di loro (di Vada) si era allontanato da casa senza motivo e gli altri due, livornesi, addirittura avevano preso il treno e si erano incontrati con il loro amico con l’obiettivo, evidentemente, di rubare all’interno del locale chiuso, che non è solo un ristorante, ma è pure discoteca.
«Abbiamo denunciato i tre ragazzini per tentato furto e danneggiamento – conferma Cecchi – visto che i danni, che ancora non so realmente a quanto ammontino, sono stati importanti. Si sono arrampicati su un cornicione, rompendo un pezzo di tettuccio, rischiando anche di farsi del male. Inizialmente avevano provato a entrare da alcune porte di emergenza, che hanno retto, poi sono passati dalla terrazza forzando le uscite antincendio, che purtroppo dovremo sostituire. Aspetto i preventivi per conoscere il reale ammontare dei danni, comunque di qualche migliaio di euro a mio parere».
È per questo che l’imprenditore si è trovato costretto a cambiare idea, perché «se si fossero limitati al furto in sé, senza arrecare danni, non li avrei mai denunciati dato che mi sarebbe bastato che avessero imparato la lezione». Poi però, complice anche il fatto che nel locale sono stati trovati diversi attrezzi da scasso (un pappagallo, un piede di porco e diversi cacciaviti) Cecchi ha fatto ulteriori indagini, scoprendo che a “La Barcaccina”, purtroppo, i danni erano rilevanti. E non si potevano certo risolvere con una stretta di mano e la prossime di non farlo mai più: «Credo che siano partiti da casa appositamente per rubare – racconta – Ne sono convinto, altrimenti non si spiega...».
Per questo ieri mattina, alle 11, il direttore del ristorante Marco Vallini si è presentato dai carabinieri della stazione di Rosignano Solvay sporgendo ufficialmente querela nei loro confronti. I nominativi, ai militari, erano già noti da due giorni visto che la pattuglia di turno domenica pomeriggio aveva identificato in primis un quattordicenne di Vada, colto sul fatto, e in secondo luogo (a poca distanza) anche i suoi due presunti complici, un quattordicenne e un quindicenne di Livorno. Per questa ragione i genitori – un quarantottenne di Vada (padre del quattordicenne, l’unico che lunedì scorso aveva pagato la somma), un quarantaduenne livornese (babbo sempre di un quattordicenne e residente a Livorno) e un quarantatreenne livornese, il cui figlio ha 15 anni – erano stati immediatamente sanzionati per aver infranto le norme anti-Covid. —
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