Sicurezza
Danneggia svariate auto e finisce in carcere
castagneto
Si trova in carcere il danneggiatore seriale di auto di Quarrata. Non sono stati sufficienti infatti gli arresti domiciliari a Castagneto a farlo desistere: anche lì ha continuato ad infierire sulle auto in sosta, danneggiando, inoltre, il braccialetto elettronico che gli era stato applicato per controllare che non uscisse di casa. Fatto sta che, in base alle nuove denunce arrivate sul suo tavolo dai carabinieri livornesi, il gip del tribunale di Pistoia ha aggravato la misura cautelare in atto, spedendo il 24enne quarratino in cella.
Secondo la procura e anche per il giudice delle indagini preliminari, il giovane è da considerarsi un vero e proprio «stalker condominiale» e per questo, in un primo momento, era stato allontanato dalla palazzina Le Torri di Quarrata, teatro principale delle sue gesta di quest’estate.
Le molestie, gli oggetti pericolosi lanciati dalle scale e soprattutto le decine di auto danneggiate a calci, in diverse occasioni, avevano portato molti dei residenti nel condominio quarratino all’esasperazione, tanto da suscitare, la sera del 23 settembre, una vera e propria rivolta popolare, che fu riportata sotto controllo solo grazie all’intervento dei carabinieri. Quando il 21 ottobre successivo era stato messo ai domiciliari a Castagneto Carducci, non era comunque la prima volta che veniva arrestato. Gli era già accaduto il 21 maggio e il 22 agosto precedenti, per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.
Il provvedimento cautelare del 21 ottobre era stato frutto soprattutto del lavoro dei militari della Stazione di Quarrata, che, mettendo insieme tutti gli episodi che si sono susseguiti nel corso degli ultimi mesi, oltre a dimostrare la responsabilità dell’uomo, erano riusciti ad evidenziare una vera e propria condotta persecutoria posta in essere dal 24enne nei confronti dei residenti del condominio dove è residente.
Per questo il gip, ritenendo che vi fosse un reale rischio che l’uomo reiterasse i reati, aveva disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari in una provincia diversa da quella di residenza. Misura che però non è stata sufficiente a fermarlo. —
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