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Dopo il tornado a Rosignano nasce il comitato dei Palazzoni: «Lettera di diffida a Solvay»

Anna Cecchini
Dopo il tornado a Rosignano nasce il comitato dei Palazzoni: «Lettera di diffida a Solvay»

I cittadini chiedono chiarezza sulle trombe d’aria che negli ultimi anni si sono abbattute nella zona del Lillatro

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ROSIGNANO. Un comitato di cittadini per fare chiarezza sulle trombe d’aria che negli ultimi anni si sono abbattute nella zona del Lillatro. L’ultima è quella dello scorso 25 settembre, che ha danneggiato seriamente oltre 80 appartamenti nel quartiere dei Palazzoni Solvay, su via Agostini, via Carducci e via Vittorio Veneto. Proprio i residenti di queste strade, dopo un primo incontro tre settimane fa alla palestra del Lillatro, si stanno muovendo per dare forma a un comitato cittadino. Silvio Michele Albanese, che abita in via Carducci, ha riunito i residenti della zona e adesso, insieme ad altri cittadini, sta portando avanti l’iter per creare il comitato. Che da una prima verifica delle adesioni dovrebbe contare oltre cento iscritti.

Due gli obbiettivi del comitato. Prima di tutto, come spiega Albanese, «l’invio alla società Solvay di una diffida a scaricare in mare fanghi a temperatura troppo alta. Chiederemo ufficialmente che la temperatura dello scarico non superi quella del mare». La convinzione alla base di questa richiesta a Solvay è che sia la miscelazione di acqua calda dello scarico e aria fredda in arrivo dal mare a innescare le trombe marine, o comunque ad alimentarle facendole divenire particolarmente potenti. «Ci sono stati quattro in otto anni – spiega Albanese – non è possibile che si tratti di un caso». Dopo aver inviato la lettera di diffida allo stabilimento chimico di via Piave, il comitato ha in mente una richiesta danni specifica. Ossia una «class action per ottenere da Solvay il riconoscimento dei danni materiali, fisici e morali che i residenti della zona dei Palazzoni hanno subito a seguito delle quattro trombe marine che si sono abbattute al Lillatro negli ultimi anni».

Infine Albanese sottolinea che il gruppo di cittadini sarà apartitico: «È un movimento di residenti, la politica non deve entrarci». Quanto alla costituzione del comitato, «sto contattando le persone intervenute al primo incontro per organizzare, quando sarà possibile, un secondo incontro, durante il quale avranno spiegazioni dal punto di vista legale. Verrà infatti un consulente per spiegare le modalità per costituire il comitato e attivare la successiva class action».

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