Toscana
La cisterna si ribalta e incendia la FiPiLi «Giù dal camion per fuggire dall’inferno»
Il racconto del trasportatore di Rosignano che ieri mattina era alla guida del mezzo che ha causato lo spaventoso incidente
Sabrina Chiellini / ROSIGNANO
La FiPiLi è inghiottita dal fuoco. All’altezza di San Miniato Basso le fiamme sono alte decine di metri. Sui social network le foto dello spaventoso incidente circolano già da alcuni minuti. Sono passate le sette, iniziano ad arrivare i soccorsi. In un’area di servizio c’è un uomo con le braccia incrociate. È immobile. Guarda la cabina del suo camion cisterna. O almeno ci prova, dato che è avvolta da una maxi lingua rossa che sprigiona calore. L’uomo che fissa il vuoto è di Rosignano. Si chiama Riccardo. Fa il trasportatore. E per un attimo sposta gli occhi al cielo. Lassù qualcuno gli ha voluto bene. Lassù qualcuno - ieri mattina - ha deciso di abbracciarlo e strapparlo via da quella che poteva essere una tragedia. La sua tragedia.
«Come ho fatto a uscirne vivo ancora non lo so. Ma è certo che dovrò andare a mettere un cero alla Madonna». La voce di Riccardo Parrini, 56 anni, si fa incerta anche solo a ricordare i drammatici momenti in cui si è reso conto che stava perdendo il controllo del camion.
«Sono molto provato, ho avuto tanta paura, non lo nascondo, ma sono vivo e per fortuna non ci sono stati feriti», aggiunge Parrini. «Ero stato a Livorno a caricare benzina e gasolio e stavo ritornando a Firenze. Poi è scoppiata una gomma, e da quel momento è iniziato l’inferno». L’autista viaggiava con quel “bestione” carico di migliaia di litri di carburante su una strada che conosce bene e che avrà percorso non si sa quante volte. Non erano ancora le sette, il traffico sulla superstrada non si era ancora “svegliato”.
«Ho preso un pezzo di ferro che si trovava abbandonato sulla strada. Una delle gomme è scoppiata, non ce l’ho fatta a tenere il camion. Sono stati momenti terribili», racconta il trasportatore, che si è reso conto subito di essere in serio pericolo; sapeva che tutto quel carburante avrebbe potuto incendiarsi da un momento all’altro. La motrice si è staccata, dopo avere urtato contro lo spartitraffico di cemento, nel tratto tra San Miniato e Ponte a Elsa. L’esperienza di chilometri e chilometri macinati alla guida e una grande dose di sangue freddo hanno salvato la vita a Riccardo Parrini.
«Non so nemmeno io come ho fatto, ma sono saltato giù dalla cabina di guida. Un secondo dopo c’erano fiamme ovunque». Parrini può raccontare la sua storia. Ammette di sentirsi un miracolato. Ripensa allo schianto contro il new jersey. Sente di nuovo addosso la paura.
«La cisterna si è staccata e ribaltata con un salto di corsia. Poi solo fiamme alte decine di metri e una colonna di fumo nero. Se non fossi riuscito a scendere per tempo, oggi non sarei qui», ripete il camionista. «Cosa farò ora? – dice Riccardo Parrini scuotendo la testa – per prima cosa andrò a Montenero». —
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