Sicurezza
«Solo a pranzo è un disastro Il lavoro è calato del 70%»
I ristoratori di Marina di Cecina si sono riorganizzati, ma gli incassi non bastano «Uno stop totale adesso permetterebbe di lavorare per le feste natalizie»
CECINA
C’è chi ha riorganizzato l’attività, pensando a pacchetti mirati per attirare clienti all’ora di pranzo, e chi invece essendo abitualmente aperto soltanto all’ora di cena ha dovuto giocoforza accontentarsi di prevedere solo il servizio di asporto. Ma molti dei ristoratori attivi a Marina di Cecina la pensano nello stesso modo: meglio una stretta totale adesso per riaprire con più serenità, ed orari più ampi, prima delle feste di Natale, che dover affrontare uno stillicidio di divieti. Anche perché gli introiti di questi giorni dopo che il Governo ha imposto la chiusura di bar e ristoranti alle 18 sono notevolmente ristretti. «È chiaro che un ristorante - dice Andrea Poli, titolare del ristorante Da Andrea - lavora principalmente la sera. Io, con questa cosa di restare aperti solo a pranzo, lavoro il 30 % rispetto a prima». Tropo poco per pensare di proseguire a lungo con questa organizzazione. «Allora meglio chiudere tutto ora - dice ancor«a Poli - per poter lavorare meglio a dicembre. Inoltre faccio presente che da maggio quando abbiamo riaperto non ho visto neanche un controllo. Invece sarebbe stato meglio lasciare aperti i locali e fare più controlli». Pensa che una chiusura totale sia la soluzione migliore Olinto Demi, titolare dell’omonimo ristorante, che spiega come in verità sabato e domenica scorsi i clienti ci siano stati. «Ma non basta per mandare avanti l’attività - dice- E poi è inutile proseguire a queste condizioni, meglio sarebbe una chiusura drastica adesso e una riapertura prima di Natale. Io credo che prima di tutto dovrebbero chiudere le regioni a rischio, visto che anche sabato e domenica scorsi sono arrivati turisti del nord che qui hanno seconde case. Ed è chiaro che potenzialmente potrebbero causare più contagi».
Convinto che una chiusura totale adesso, per almeno tre settimane, potrebbe servire a contenere il numero dei nuovi malati e a poter riprendere l’attività per le vacanze di Natale anche Roberto Poggetti del ristorante El faro. «A pranzo lavoriamo bene - dice - anche nei giorni infrasettimanali. Ma forse sarebbe meglio chiudere adesso, così da farci lavorare tranquillamente dall’8 dicembre a fino a Befana». Quando all’asporto, Poggetti non ha previsto che i clienti portino via cibo già preparato. «Ma - termina - avendo noi un peschereccio, abbiamo organizzato l’asporto del pescato. Le persone possono venire al ristorante a ritirare il pesce fresco». Elio Parietti, titolare dello Stella beach, ha invece ideato un doppio pacchetto per il pranzo. «Nei giorni infrasettimanali - spiega - facciamo il pranzo a 12 euro, mentre il sabato abbiamo il pranzo lungo, dalle 12 alle 15.30, e anche domenica, dalle 11 alle 15.30. Proponiamo anche il dj. Noi abbiamo molto spazio e quindi le persone stanno distanziate. Ma devo dire che restiamo aperti più per garantire uno stipendio ai dipendenti che per il guadagno, che non c’è».
Ha deciso di restare aperta solo sabato e domenica anche la titolare di Siamo Fritti, friggitoria ristorante sulla terrazza dei Tirreni. «Vedo che le persone stanno reagendo male - dice Vanessa Montani - Anche domenica scorsa qualcuno ci ha chiesto se era possibile prendere il cibo e mangiarlo, dopo le 18, sule panchine davanti al mare. Non essendo consentito le persone spesso hanno scelto di andarsene». —
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