Il Tirreno

necessità e solidarietà  

In centinaia senza soldi per mangiare: «A Cecina aumentano le richieste di pacchi»

Claudia Guarino
A sinistra un volontario della Pubblica Assistenza di Cecina durante un servizio di consegna spesa a domicilio, in alto un volontario dell'Auser e in basso una volontaria della Misericordia di Palazzi con le coperte destinate ai bisognosi
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A sinistra un volontario della Pubblica Assistenza di Cecina durante un servizio di consegna spesa a domicilio, in alto un volontario dell'Auser e in basso una volontaria della Misericordia di Palazzi con le coperte destinate ai bisognosi

Viaggio del Tirreno nel mondo del volontariato, tra chi prepara pasti destinati ai bisognosi del territorio. Ecco che cosa dicono Pubblica Assistenza, Misericordia e Auser

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CECINA. C’è chi ha perso il lavoro durante il precedente lockdown e chi, con contratto stagionale, fa fatica ad arrivare a fine mese una volta conclusa la stagione estiva. C’è chi è in difficoltà da anni, stretto nella tenaglia di una vita troppo spesso vissuta ai margini e chi si è riscoperto povero quasi all’improvviso. Anche il coronavirus ha mosso i fili della necessità. E adesso ha ripreso in mano il timone. Che il numero di chi chiede aiuto sia in crescita è chiaro a tutti coloro che di mestiere aiutano gli altri: a chi prepara pasti caldi per i bisognosi e a chi consegna pacchi alimentari. E il timore è che quello in arrivo sia un inverno lungo. Perché «sono sempre di più coloro che bussano alla nostra porta per chiedere un pasto», dice il presidente dell’Auser di Cecina e Riparbella, Massimo Simoncini. Ecco il viaggio del Tirreno nel mondo di chi aiuta il prossimo con cibo o vestiti.

Pubblia Assistenza, aiuti fino a 160 famiglie
Quando il contatto umano era ancora possibile, una mano bussava alle porte dei volontari. Ora molto funziona tramite telefono e consegne a domicilio, ma la sostanza resta la stessa. Anzi assume consistenza, lo si capisce sia dalle parole degli operatori sia dai numeri che forniscono. La prima tappa del viaggio ci porta dalla Pubblica Assistenza di Cecina, in piazza Alessandrini. «Prima del Covid i servizi sociali ci segnalavano chi aveva bisogno di cibo – dice Raffaelle Riccucci, responsabile protezione civile – Ma da quando c’è il coronavirus la richieste sono aumentate, quindi cerchiamo di dare un aiuto a tutti coloro che lo chiedono. Abbiamo comunque un registro con le generalità di chi si rivolge a noi». Generalmente la Pubblica Assistenza aiuta 156 famiglie all’anno, fornendo pacchi alimentari. «Ma quest’anno le richieste sono aumentate – sottolinea Giovanni Ippolito, che organizza e gestisce in prima persona il servizio – Faccia conto che,in primavera, abbiamo consegnato pacchi a 160 famiglie, mentre a luglio e agosto a 70. Adesso c’è un nuovo aumento perché siamo sui 90 pacchi mensili». L’aumento è dovuto a persone provenienti dai comuni vicini e alle necessità generali.

Misericordia Palazzi, pacchi a 20 persone
«Le assicuro che ci sono richieste anche da parte di chi non ci si spetterebbe mai». «Per esempio da ristoratori e commercianti», fanno sapere dalla Misericordia di San Pietro in Palazzi, che affianca la Misericordia di Cecina nella consegna dei pacchi e di coperte. «Noi diamo 5 o 6 pacchi al giorno, aiutando una ventina di persone. Abbiamo iniziato questo servizio nella primavera scorsa, per aiutare la Misericordia di Cecina con l’aumento delle richieste e all’inizio seguivamo solamente un paio di persone. Poi, devo dire, c’è stato davvero un grosso aumento».

Misericordia Cecina, 115 famiglie
Dell’aumento si è accorta anche la Misericordia di Cecina. «Per adesso facciamo la distribuzione dei pacchi una volta a settimana in sede, in piazza Carducci, ma può darsi che ci sia la necessità di tornare alle consegne a domicilio - dice Massimo Baldi - Complessivamente abbiamo in carico 115 famiglie». Si parla di nuclei con una composizione media di tre persone a famiglia. E certamente il numero è aumentato. L’anno scorso, per dire erano una novantina». Ma chi cerca aiuto? «Sono soprattutto famiglie italiane», dice Simoncini.

Auser, 113 pasti al giorno
Anche l’Auser si occupa dell’erogazione di pacchi alimentari. La rete di solidarietà cecinese è piuttosto vasta e fa capo, da una parte, alla diocesi (con le Misericordie) e dall’altra all’Anpas (Pubblica Assistenza) che di norma lavora in stretto contatto con l’Asl. Poi c’è anche il Comune «che, per quanto riguarda i pacchi che portiamo noi a casa - afferma Simoncini -sfama circa 12 persone». Il progetto dell’Auser, invece, si chiama Buon samaritano. «L’anno scorso facevamo 80 pacchi al giorno, quest’anno 113. E sono sempre di più coloro che chiedono un pasto». Molti di coloro che si sono ritrovati a dover chiedere aiuto sono «persone che hanno un lavoro stagionale o che, in questo particolare momento storico, non possono lavorare. E c’è da considerare il lavoro nero, che pure esiste». Insomma, col coronavirus l’ombra della necessità è diventata più lunga. E di fronte c’è un inverno. Ma chi tende la mano a chi ha bisogno, per lo meno, contribuisce a rendere l’inverno meno freddo.

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