Gioco
L'appello delle sorelle negozianti ai colleghi di Rosignano: «Accendete le vetrine la notte»
Camilla e Marta Cantini hanno una attività di stampa su gadget promozionali. Con l’emergenza Covid hanno inventato un brand di abbigliamento made in Italy
ROSIGNANO. Per non soccombere all’emergenza sanitaria hanno diversificato la loro attività, da una parte la tradizionale stampa su carta e abbigliamento. E dall’altra un brand di abiti, da vendere nel loro negozio in via Catalani. E con la recrudescenza del Covid, che ha portato alla chiusura anticipata di ristoranti e bar e a una nuova stretta sul commercio in genere, lanciano un appello ai colleghi commercianti: «Tenete accese le luci della vetrina durante la notte, diamo un segno di vitalità al nostro paese». Camilla e Marta Cantini, titolari di Dimensione Stampa, hanno deciso di creare un marchio proprio. Così è nato Llama, che poi è l’unione dei loro nomi di battesimo (lla il finale di Camillla e ma l’inizio di Marta). «Dopo la prima ondata del Covid - spiegano le due sorelle, 37 e 29 anni - è stato chiaro che la nostra consueta attività stava subendo una diminuzione». Le due sorelle non si sono perse d’animo, e hanno deciso di ideare un marchio di abiti pret à porter.
«Prima di tutto - raccontano - abbiamo riorganizzato gli spazi del negozio, creando spazio per la vendita al dettaglio di abiti». E poi si sono rivolte ad aziende che producono articoli in Italia con fibre naturali. «Pelle, lana e cashmere - dicono Camilla e Marta - sono alla base del nostro marchio Llama, che abbiamo cominciato a vendere nei giorni scorsi». Le due sorelle non volevano «creare una boutique con prodotti costosi, ma un negozio di abiti di buona qualità e a buon prezzo. Oggetti carini, pratici e adatti a tutti». E, vista la chiusura imposta dal Governo a bar e ristoranti, le titolari di Dimensione stampa hanno voluto solidarizzare con loro. «La mattina siamo in negozio dalle 9 alle 13 e il pomeriggio - dicono - chiudiamo alle 18.30, ma abbiamo deciso di lasciare la vetrina sempre accesa. Anche in piena notte». Una scelta che Camilla e Marta chiedono di condividere ai negozianti di Rosignano. «È vero - spiegano - che è una piccola spesa in più in un momento difficile, ma pensiamo sia un segnale per il territorio. Lasciando accese le vetrine diciamo ai cittadini che i negozi ci sono e anche se bar e ristorante la sera sono chiusi diamo un segnale che il commercio resiste».
Così le due sorelle stanno spargendo la voce tra gli altri titolari di esercizi commerciali, sia nella loro zona in prossimità di piazza Pardubice che ai colleghi attivi lungo la via Aurelia. «È un segnale piccolo - spiegano ancora Camilla e Marta -, è vero. Ma è il modo attraverso il quale noi commercianti possiamo far vivere il paese anche la notte». Perché le strade deserte e le vetrine al buio sono un segno di resa. «Non deve essere così - terminano le due sorelle -, vogliamo invitare i commercianti a lasciare accese le vetrine delle loro attività anche dopo la chiusura. È un modo per dire alla popolazione che si trova a passare la notte che i negozi del posto ci sono e vogliono resistere. Un messaggio di speranza».
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