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Addio a Giorgio Cerrai, storico dirigente del Rosignano: "Una vita in biancoblù"
Aveva 89 anni, tifoso della Fiorentina e appassionato di Formula 1. Il ricordo: "Persona seria e stimata, lascia un grosso vuoto. Sono enormemente addolorato per la sua scomparsa"
ROSIGNANO. Aveva espresso il desiderio di fare l’ultimo viaggio portando con sé la maglia del Rosignano. Così un gruppo di giocatori e dirigenti della società di via della Repubblica si sono affrettati ad esaudirlo, quel desiderio, adagiando una maglia biancoblù dentro alla bara dove riposava. Giorgio Cerrai, 89 anni, è deceduto giovedì 29 ottobre nella propria abitazione di via Dante, a Rosignano Solvay. Vicino al campo sportivo che per quasi trentacinque anni ha frequentato ogni giorno.
Allo stadio ha assistito alle partite, è sempre stato vicino ai calciatori, “i suoi ragazzi”, ai tecnici, ai dirigenti che hanno ricambiato il suo affetto. Rivestendo all’interno del sodalizio importanti mansioni come addetto alla biglietteria e alla gestione del materiale sportivo. Da un po’ di tempo, per motivi di salute, aveva diradato le presenze al “Solvay”, e da poco più di un mese era stato costretto a seguire il suo Rosignano non in maniera diretta, ma da casa, puntualmente informato delle sue vicende dagli amici. Giorgio Cerrai era nato nella nostra città ed aveva lavorato presso nello stabilimento Solvay.
Si era unito in matrimonio con Nara Orlandini, di Vada, dalla quale aveva avuto la figlia Patrizia, che ora lavora alla cooperativa Nuovo Futuro; il genero è Paolo Casapieri, ex dipendente comunale. Era tifoso della Fiorentina ed appassionato della Formula 1, e col nipote (trentaduenne) Carlo assisteva alle corse alla televisione. Frequentava il Circolo ricreativo Solvay adiacente allo stadio, dove tutti lo ricordano con affetto. Tra i primi a rendergli l’estremo saluto Giovanni Parodi, ex vice presidente del Gs Rosignano, ed il segretario Marusco Bezzini, con cui ha condiviso per tanti anni un lavoro meticoloso all’interno dell’impianto comunale. Giorgio i colori biancoblù li teneva ben stretti nel cuore. Nel club calcistico lo portò negli anni Ottanta l’allora presidente Giorgio Becuzzi. E da subito si legò indissolubilmente a quei colori, a quella società. Per poi continuare ad essere, per i presidenti ed i consigli direttivi che seguirono, uno dei collaboratori più fidati e capaci.
«È morta una persona che ha dato tantissimo al Rosignano», ha affermato Raffaello Potenti, anche lui dalla lunga milizia in biancoblù, pure come presidente. «Lo ha fatto – ha proseguito – con semplice volontariato. Umile, senza mai volersi mettere in evidenza, è stato molto importante per la società. Sempre presente con la sua esperienza, voce di conforto quando le cose non andavano bene e gioiosa nei bei momenti. Ci sono sempre stato a contatto. Persona seria e stimata, lascia un grosso vuoto. Sono enormemente addolorato per la morte di Giorgio, un uomo con la emme maiuscola. Sarei stato contento se prima di andarsene avesse potuto veder realizzato il progetto di unione delle due società calcistiche di Rosignano, di cui era un sincero fautore. Ma così purtroppo non è stato». Stamani alle 9,45 la funzione funebre nella cappella del cimitero di Rosignano Marittimo, quindi la cremazione a Livorno; l’urna verrà poi deposta nel cimitero di Vada. —
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