Il Tirreno

la posizione della sindaca  

Chiusura di locali e palestre «È una scelta semplicistica»

Chiusura di locali e palestre «È una scelta semplicistica»

Il no di Sandra Scarpellini allo stop alle 18 per i ristoranti e serrata delle piscine «Nessun nesso tra le misure disorganiche del decreto e le finalità da ottenere»

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castagneto

Disporre la chiusura alle 18 di tutti i ristoranti e bar d’Italia e ordinare lo stop di qualunque palestra e piscina, senza considerare le specificità di ogni territorio, è probabilmente eccessivo. Questo è il succo del pensiero della sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini. Ecco che cosa pensa la prima cittadina dell’ultimo decreto governativo. «Intanto non comprendo il senso del nuovo dpcm - dice - Chiaramente lo rispetto, ma trovo scarso il nesso tra le misure disorganiche adottate e le finalità da ottenere».

«quanti contagi in piscina?»

«La situazione che stiamo vivendo è delicata, serve massima attenzione e condivido tutte le raccomandazioni del Governo - chiarisce la prima cittadina - Ma il bar di Castagneto Carducci che mi fa un caffè la sera non è, per fare un esempio, il lounge bar di Roma. E sono convinta che un piccolo tavolo al ristorante sia meno pericoloso di una cena in casa».

E sullo stop per palestre e piscine la posizione della sindaca Sandra Scarpellini è chiara: «A questo punto vorrei vedere dei dati. Vorrei cioè capire qual è la percentuale di persone che si è contagiata in palestra o in piscina».

trasporti pubblici e protocolli

In tutto questo Sandra Scarpellini crede che sarebbe stato meglio porre maggiore attenzione, per esempio, al settore dei trasporto pubblico. «Non tanto ai bus che girano per Castagneto - dice - ma, per esempio, a quelli utilizzati nelle città. O alla metropolitana. Mi chiedo: ha senso chiudere alle 18 il bar se poi ci sono i bus colmi?». Altro aspetto affrontato da Scarpellini sono i protocolli di sicurezza per i locali. «Forse, a questo punto, sarebbe stato più opportuno prevedere protocolli più stringenti per i locali piuttosto che chiuderli tutti alle 18. Ridurre gli orari dei ristoranti è una scelta semplicistica e mi convince poco il sistema assistenzialista che genera». Un discorso simile va fatto anche per le selezioni pubbliche, perché «sospendere concorsi programmati da mesi e che potevano essere riorganizzati per essere svolti in modalità diversa è il segnale di pericolosa mancanza di visione, oltre che di scarso rispetto per chi prova a costruirsi il futuro. Lavoratori di ristorazione, cultura e spettacolo e delle palestre pagano un conto salato. Sentiamocelo tutti come un peso collettivo. A voi che di quel mondo fate parte manifesto il mio disagio, il dispiacere profondo e la frustrazione».

nodo controlli

In tutto ciò la sindaca ribadisce l’importanza dei controlli e la necessità che siano fornite forze sufficienti per farvi fronte perché «la polizia municipale non riesce, da sola, a controllare tutto». Un concetto, questo, già espresso più volte dalla sindaca, convinta che, se ci sono delle regole da rispettare è importante che ci siano anche forze per verificare che tutto stia andando per il verso giusto. —

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