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Unicoop fuori dalla crisi «Pareggio dopo 16 anni grazie al fattore umano»
Il direttore: salto di qualità nella professionalità degli addetti Tra i progetti anche la spesa online con la consegna a casa
LIVORNO
Una salvezza guadagnata sì con una ristrutturazione aziendale importante ma anche grazie al fattore “U” dove questa vocale sta per Umano. Unicoop Tirreno torna nel primo semestre 2020, per la prima volta dopo 16 anni, al pareggio in termini di risultato operativo, centrando l'obiettivo fissato nel piano di risanamento adottato nel 2016. E a parlare dell’importanza del lavoro dei 3.750 dipendenti, della loro professionalità è il direttore generale Piero Canova chiamato tre anni fa da Padova a risollevare la cooperativa finita in crisi. «Abbiamo portato avanti la ristrutturazione senza un’ora di sciopero - racconta il manager chiamato dal mondo dell’industria - e quindi se abbiamo raggiunto questo risultato è merito dell’intero sistema».
«La cooperativa di consumo ha portato il margine operativo lordo a 11,4 milioni di euro rispetto ai 2,5 dello stesso periodo 2019. Il risultato netto rimane negativo per 3,3 milioni (contro il -6,5% di un anno prima), a causa dell’utile non distribuito, per il Covid, dal gruppo Unipol.
Ma a fine anno il reddito operativo sarà positivo e il bilancio chiuderà in pareggio. Questo anche se i ricavi del semestre sono stati pari a 407,6 milioni in calo rispetto ai 417 dello scorso anno «a causa della diminuzione delle vendite all'inizio della stagione estiva - si spiega dalla cooperativa - dovuta all'assenza di turisti stranieri, che ha compensato il picco di acquisti avuto nel periodo febbraio-marzo, generato dall'inizio della diffusione della pandemia da Covid-19». Al 30 settembre, la tendenza risulta confermata, con le vendite che superano i 650 milioni.
Al 30 giugno di quest’anno il patrimonio netto è di 261 milioni di euro. Unicoop Tirreno, per dare altri dati, conta oggi 94 negozi in Toscana, Lazio e Umbria, 3.800 dipendenti e circa 600mila soci.
Un risultato raggiunto grazie a «una maggiore efficienza nella gestione, alla razionalizzazione della rete di vendita», come spiega la cooperativa. «Ma anche - va avanti il direttore generale - perché il personale dei negozi ha fatto grandi passi avanti nella professionalità. E qui il fattore umano è assolutamente importante». Canova racconta, a questo proposito, di un episodio di cui è stato protagonista proprio ieri mattina: «Sono andato a fare la spesa e ho avuto un problema con il “Salvatempo”. Un’addetta del negozio, che non mi aveva riconosciuto a causa della mascherina, mi ha preso in carico aiutandomi nella difficoltà. Tutto questo con grande cortesia e abilità nel gestire la mia difficoltà. Ecco a cosa mi riferisco quando parlo del passo avanti che c’è stato».
E ci sono poi progetti per il futuro nonostante le molte incertezze derivate da queste periodo caratterizzato dalla nuova ondata del Covid. «Dall’estate - spiega il direttore generale - c’è la possibilità in alcuni supermercati di fare il “click & collect” con il ritiro in proprio della spesa fatta attraverso il web. Entro fine anno, questa è la nostra speranza, vorremo partire con la spesa online e la consegna a casa in modo da dare un’opportunità in più. Questo con un costo concorrenziale che si dovrebbe aggirare sui 6/7 euro» . Dopo le opportunità di spesa anche le nuove aperture. «La scorsa estate abbiamo sperimentato l’apertura di un negozio temporaneo in un villaggio turistico a San Vincenzo . L’esperimento è stato positivo, e il servizio è stato gradito anche dalle persone della zona. Per cui il progetto è di riproporre altre apertura di questo tipo. Per il resto stiamo valutando operazioni di aggiornamento dei nostri negozi ma il momento è difficile, le nuove aperture ora hanno un punto interrogativo». —
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