Sicurezza
Furti con base a Riparbella: arrestati in 7
I ladri sono stati scoperti in una villetta presa in affitto da un anno. Da lì pianificavano anche rapine in tutta Italia
RIPARBELLA. Professionisti che sapevano cosa rischiavano al punto da mettere nel conto l’eventualità di un incidente di percorso come l’arresto nelle loro imprese criminali. E per questo ogni mese pagavano i rispettivi avvocati come fossero un’azienda. In qualche modo l’attività era pianificata e primaria per i sette rom, dai 21 ai 36 anni, domiciliati in un campo nomadi di Secondigliano, arrestati in carcere a Livorno dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Firenze, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a furti e rapine in tutta Italia. Avevano scelto una villetta a Riparbella come base logistica. L’avevano presa in affitto da circa un anno. Era il luogo di ritrovo per mettere a punto i colpi e trovare rifugio subito dopo gli assalti in ville o appartamenti.
I carabinieri fiorentini e quelli della Compagnia di Volterra nell’esecuzione del fermo di indiziato di delitto hanno rinvenuto nell’abitazione parecchia refurtiva, frutta dei raid più recenti. Almeno una quindicina gli episodi consumati o tentati nelle province di Pisa, Lucca, Modena, Mantova, Vicenza e Rovigo. Tra i sette il più giovane è stato raggiunto anche da un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Firenze «poiché individuato quale autore, unitamente ad altri complici, di una rapina in abitazione perpetrata a Fiesole il 31 gennaio 2020 allorquando un residente, rientrando in casa, vi aveva sorpreso all’interno quattro uomini, tutti vestiti di nero e con il volto coperto da passamontagna, i quali lo avevano minacciato di morte, esplodendo anche dei colpi di pistola in aria, dandosi poi alla fuga a bordo di un’auto di grossa cilindrata, condotta da un quinto complice, su cui erano stati installati lampeggiante blu e sirena simili a quelli usati dalle forze di polizia» si legge nella nota dell’Arma.
Partendo dall’episodio di Fiesole, i carabinieri hanno messo insieme le riprese estrapolate dai circuiti di videosorveglianza, lo studio degli accessi autostradali e i tabulati telefonici con tecniche di intercettazione e servizi di osservazione svolti dai militari. Il più giovane si spostava in giro per l’Italia su auto di grossa cilindrata e nonostante la giovane età aveva un discreto curriculum tra arresti e denunce. I sette cambiavano continuamente cellulari e anche il colore delle auto. Al momento di colpire una parte entrava in casa e un paio restavano fuori a fare da palo per segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. La villetta a Riparbella era stata presa in affitto dal capo della banda circa un anno fa. Il bottino recuperato servirà per risalire con esattezza al numero completo dei furti da contestare alla gang. E a restituire i beni ai derubati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
