Italia
La lettera di una studentessa: «Ministra Azzolina, meglio la Dad per tutti e le scuole chiuse»
La lettera di una alunna cecinese di 18 anni: troppe quarantene e assenze, un problema per chi deve affrontare l’esame di maturità
CECINA. «Cara ministra Azzolina...» La lettera, scritta via messenger alla ministra della Pubblica istruzione, arriva da Cecina. Firmata da una studentessa del quinto anno del liceo artistico Marco Polo. Aurora Barsacchi ha deciso di rivolgersi direttamente allla rappresentente del governo. La sua è la voce di tanti studenti che come lei stanno per affrontare il primo, vero esame della loro vita, scolastica e umana: quella maturità che segna l’ingresso nel mondo degli adulti, del lavoro o dell’università. Aurora, come tante sue coetanee, deve fare i conti con le assenze forzate da scuola a causa delle “quarantene preventive”. Assenze e disagi per il recupero delle lezioni e per rimanere in pari con lo studio. «Sono una studentessa del quinto anno che frequenta il liceo artistico di Cecina, in provincia di Livorno - scrive Aurora - . Qui la situazione sta degenerando, in quasi tutte le scuole si stanno verificando casi di Covid, che ovviamente costringono tutte le persone che sono state a contatto con i casi positivi alla quarantena preventiva; non solo, le persone stanno decidendo di loro spontanea volontà di rimanere a casa per paura di poter contrarre il virus. Questo provoca un allontanamento involontario dalle lezioni, con conseguente impossibilità a seguire correttamente il programma scolastico».
Il disagio si estende dalla scuola alla famiglia. «Per quanto mi riguarda è già la seconda volta che mi trovo a dovermi assentare da scuola - scrive ancora Aurora - perché mio fratello, che frequenta la prima superiore in un altro istituto, per ben due volte a distanza di una settimana l’una dall’altra si è dovuto sottoporre a tampone. La prima volta perché nella squadra in cui gioca si è verificato un caso Covid e la seconda perché il caso Covid si è verificato nella sua classe, causando la totale quarantena dei ragazzi. Quindi anche io dovrò rimanere a casa finché non avrò l’esito del secondo tampone di mio fratello. Pertanto sto continuando a perdere lezioni. In questa stessa situazione non ci sono solo io, ministro: le posso garantire che tante altre persone sono messe molto peggio di me».
Da qui la richiesta alla ministra: «Quindi quello che mi stavo domandando o meglio ci stavamo domandando, io e molte mie amiche e compagne di classe, perché non chiudere le scuole e fare lezione a distanza? Consapevole del fatto che la presenza in classe sarebbe opportuna sia per la socializzazione che per l’apprendimento scolastico, in questo momento particolare forse la soluzione migliore sarebbe la Dad, in modo tale che tutti possano partecipare alle lezioni e nessuno venga lasciato indietro».
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