Gioco
Area sosta alla stazione di Cecina, via agli abbonamenti per chi vuole un posto
Il parcheggio è realizzato e gestito dal Dopolavoro ferroviario. Il presidente Candela: «I 55 stalli saranno nominativi»
CECINA. Dove c’erano rifiuti (e siringhe) nascosti tra l’erba incolta, adesso ci sono gli stalli per le auto. E la tettoia è stata riparata. È quasi pronto il parcheggio da 55 posti auto che l’associazione Dopolavoro ferroviario di Cecina ha progettato e realizzato accanto al binario 1. «Mancano le telecamere, la sbarra e la segnaletica, ma entro il mese dovrebbe essere tutto pronto», spiega Pietro Candela, presidente del Dopolavoro. Nel frattempo, l’associazione ha dato il via agli abbonamenti. Nel senso che chi è interessato ad avere uno stallo può rivolgersi al Dopolavoro ferroviario (0586 683452), i cui uffici si trovano alla stazione di Cecina. Funziona così: per avere un posto auto bisogna diventare soci dell’associazione (la tessera costa 15 euro l’anno), poi sono previsti degli abbonamenti. «Il posto è nominativo e, dunque, garantito a chi paga l’abbonamento - spiega Candela - Ci sarà una tessera ricaricabile che permetterà l’apertura della sbarra passandola di fronte ad un lettore. Il parcheggio costa 1,50 euro al giorno. Si può decidere di fare un abbonamento per tutto l’anno o anche solo per una settimana o per un mese».
Così, dopo più di due anni, il progetto dell’associazione Dopolavoro ferroviario di Cecina vede la luce e l’area compresa tra via Roma, via Fratelli Rosselli e il binario 1 della stazione ferroviaria è diventata un parcheggio. «Abbiamo chiesto l’autorizzazione a Ferrovie nel novembre del 2017 - sottolinea Pietro Candela- l’abbiamo ottenuta ad inizio anno». Sistemare quello spiazzo accanto al binario 1 della stazione ferroviaria di Cecina all’associazione è costato circa 100mila euro. «Per coprire parte della quota - spiega Candela - abbiamo chiesto un prestito all’associazione nazionale del Dopolavoro ferroviario. Abbiamo deciso di fare questo investimento sia per rendere quell’area produttiva sia per riqualificarla. Lì c’era il degrado. Ed era evidente. Trasformarla in parcheggio è significato strapparla all’incuria per metterla a disposizione dei soci e, potenzialmente, della comunità».
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