Gioco
Trent’anni da vetraio nel centro di Cecina: «Sogno di ingrandire la mia bella attività»
Salvatore Candela ha aperto “La Vetreria” nel 1989: «Amo il mio lavoro, vorrei spostarmi in un fondo grande»
CECINA. Ha iniziato a modellare il vetro circa trent’anni fa. Era il 1989 quando ha aperto “La vetreria” in via Trento, a Cecina. E da quel momento non ha mai smesso. Anzi, adesso progetta di ingrandire la sua attività. «Il periodo di lockdown è stato duro - dice Salvatore Candela - ma ce l’ho fatta. Pian piano il lavoro è ripreso». Adesso Salvatore crea vetri (finestre e quant’altro) per imprese e famiglie. «A 18 anni lavoravo per un vecchio vetraio di Cecina - racconta - poi lui ha chiuso bottega e io mi sono messo in proprio». All’inizio restaurava anche chiese e castelli. O meglio, le vetrate di chiese e castelli, come quelli di Bolgheri e di Castagneto Carducci.
«Chiaramente il lavoro è cambiato nel tempo - dice Salvatore Candela - e si è evoluto in base alle richieste del mercato. Ma io continuo ad amarlo. Ciò che faccio mi piace molto perché ogni lavoro è diverso dall’altro, anche quando può sembrare simile. Poi è bello perché, da artigiano, cerco di risolvere i problemi alle persone. Certamente si può anche comprare uno specchio o un vetro ai grandi magazzini, ma se vuoi qualcosa di unico bisogna chiamare un artigiano». Al momento Candela lavora da solo. «Prima avevo dei dipendenti, ma coi tempi che corrono non posso permettermi un operaio», dice. E si rivolge ad un mercato soprattutto toscano. «Durante il lockdown ho creato dei parafiato di vetro. Mi sono inventato un prodotto. Speriamo non ce ne sia più bisogno, ma purtroppo, per come si stanno mettendo le cose, temo di sì».
Tra una vetrata e l’altra, un parafiato e l’altro, Candela ha un’idea chiara per i ll futuro suo e per quello della sua attività. «Vorrei allargarmi- racconta - Perché attualmente mi trovo in un fondo un po’ piccolo e creo tutto a mano, ma mi piacerebbe acquistare anche dei macchinari e per quelli serve spazio». Ma lì, in quel fondo nel centro di Cecina, c’è il suo cuore. «Spostarsi altrove, in un locale più grande significherebbe andare via del centro. E dopo 31 anni di attività qui, traslocare mi dispiacerebbe molto. Ma alla fine credo che il prossimo passo da fare sia proprio questo».
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