Il Tirreno

Aprire il bar prima di Natale, ecco l’idea per far ripartire il centro culturale Le Creste

Alessandra Bernardeschi
Aprire il bar prima di Natale, ecco l’idea per far ripartire il centro culturale Le Creste

Nella struttura di Solvay servono lavori per eliminare le infiltrazioni d’acqua. Il sindaco: «Intanto interventi provvisori per far tornare in attività la caffetteria»

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ROSIGNANO. la caffetteria del centro culturale Le Creste aprirà solo dopo che saranno ultimati alcuni interventi (provvisori) di manutenzione. E l’idea è quella di riuscirci prima di Natale. Lo afferma il sindaco Daniele Donati e lo auspica Marco Agostini presidente della Nuovo Futuro, cooperativa che gestisce il bar, dove normalmente lavorano cinque persone, che è chiuso dal 7 marzo.

In sintesi dal lockdown il locale non ha più riaperto. Ancora oggi, infatti, è sbarrato a causa di infiltrazioni di acqua piovana dal tetto. Si tratta di circa sette mesi di chiusura, come testimoniano i cartelli affissi sulla porta di ingresso del bar, una caffetteria particolarmente frequentata perché adiacente alla biblioteca comunale, dove tanti residenti si ritrovavano a leggere e a commentare i giornali, a fare colazione o semplicemente a bere un caffè.

In attesa di un accertamento tecnico preventivo da parte dei periti del tribunale per capire se la ditta appaltatrice che ha realizzato Le Creste abbia commesso alcuni errori durante i lavori di copertura, il Comune di Rosignano ha stanziato 43 mila euro per mettere in sicurezza, con opere provvisorie, la zona della caffetteria e quella della biblioteca, in particolare l’area dell’archivio. Due zone dove sono particolarmente evidenti le infiltrazioni di acqua piovana. Questi 43mila euro fanno parte dei 230mila stanziati per i lavori definitivi di copertura del centro culturale di via della Costituzione.

La biblioteca, lo ricordiamo, è stata inaugurata il 21 dicembre del 2013, è realizzata con tecniche di bioarchitettura e ha presentato problemi di infiltrazione d’acqua sin dall’apertura. «I lavori di messa in sicurezza inizieranno il prima possibile, perché l’intenzione è quella di arrivare a Natale – dice il sindaco Daniele Donati – con la caffetteria aperta».

Un auspicio che viene confermato da Marco Agostini. «La nostra aspettativa è quella di riaprire l’attività il prima possibile – dice Agostini – perché non solo offre servizi essenziali ma è un ambiente vissuto da persone di tutte le età. Qui si ritrovano giovani e anziani. Ed era questo l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Attendiamo gli interventi prima di aprire bar ed emeroteca perché vogliamo garanzie, anche attraverso certificazioni, sulla sicurezza del locale. Questo – continua – lo dobbiamo sia a coloro che ci lavorano sia a chi frequenta la caffetteria. Mi auguro che il percorso tecnico avviato e l’intervento operativo conseguente possano davvero permetterci di riaprire prima di Natale. Sarebbe importante per motivi sociali ed economici».

Nella caffetteria lavorano quattro o cinque persone a turnazione: «È personale che abbiamo cercato di impiegare in altri servizi – dice Agostini – ma non possiamo negare che questa lunga sospensione dell’attività abbia portato qualche problema». Prima di intervenire su tutta la copertura del centro culturale realizzato con 9mila presse di paglia e costato più di sei milioni di euro (cifra alla quale va aggiunto il costo degli arredi), l’amministrazione comunale vuol fare chiarezza, dal momento che le infiltrazioni sono apparse poco dopo l’inaugurazione dell’edificio.

«Non possiamo agire subito con lavori definitivi di copertura perché le infiltrazioni sono state numerose – dice Donati – dobbiamo quindi attendere la perizia dei tecnici del tribunale per capire se ci siano elementi a carico dell’impresa costruttrice. Per questo motivo abbiamo deciso di dividere gli interventi in due fasi: la prima riguarda le opere provvisorie di messa in sicurezza. Mentre la seconda fase, che verrà eseguita dopo le perizie, riguarderà tutta la copertura. Si tratta di un intervento importante che prevede la rimozione della paglia e la sostituzione di teli impermeabilizzanti. Per poi ripristinare la copertura così come si presenta adesso». In pratica il progetto definitivo prevede la sostituzione del sistema di coibentazione con uno strato di polistirene che garantisca il deflusso dell’acqua in eccesso.


 

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