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«Senza lavoro da mesi, siamo famiglie rovinate». Protestano i lavoratori Isolfin
Sciopero e manifestazione davanti al parco industriale Macelloni (Fiom): «L’appalto è stato affidato, vogliamo garanzie sull’assunzione»
ROSIGNANO. «Isolfin ha mandato a tutti i 14 dipendenti una lettera di trasferimento a porto Marghera dal 12 ottobre. Dato che queste persone hanno le famiglie qui e quindi è difficile che possano trasferirsi, questa lettera apre possibilità a licenziamenti per giusta causa». Mauro Macelloni, segretario provinciale Fiom Cgil ieri era davanti ai cancelli del parco industriale per lo sciopero di 4 ore dei metalmeccanici. Una azione di protesta a sostegno dei dipendenti Isolfin, ditta di sabbiature e verniciature che prima dell’estate ha annunciato di voler interrompere l’appalto con la società Solvay e di lasciare quindi il sito industriale di Rosignano. «Abbiamo saputo che Solvay - dice Macelloni - ha trasferito l’appalto che era di Isolfin sulla ditta Termisol, che si dice disposta ad assumere 8 dei 14 operai Isolfin ma a tempo determinato. Chiediamo a Termisol di assumerli a tempo indeterminato. Passi l’assunzione dei 14 in ditte diverse, ma serve la garanzia di un lavoro a tempo indeterminato». Un centinaio le tute blu che ieri mattina hanno manifestato davanti ai cancelli di via Piave. Tra loro i lavoratori Isolfin.
«Io adesso sono in ferie - dice Stefano Righi, dipendente Isolfin - dato che dovevamo smaltirne decine e decine di giorni. A casa ho un figlio e mia moglie lavora part-time. È evidente che restare senza lavoro per me, come per i miei colleghi, sarebbe un problema enorme». Anche Gianluca Spadazzi sta usufruendo delle settimane di ferie che doveva ancora consumare. Ma tra qualche tempo anche le ferie saranno finite e dato che la Isolfin ha lasciato il sito industriale è evidente la paura di non trovare altre ditte in grado di riassorbire lui ed i suoi 13 colleghi. «Anche mia moglie lavora part-time - racconta - e abbiamo un figlio da mantenere. Ho 52 anni e trovare un altro lavoro a questa età sarebbe durissimo». Gli fa eco Fabrizio Caselli, 51 anni, 2 figlie e una moglie che lavora part-time. «Siamo tutti nella stessa situazione - dice - dopo anni e anni di lavoro con Isolfin adesso rischiamo di restare senza una occupazione. Ma abbiamo famiglie da mantenere».
Anche Mirko Del Testa, 46 anni, racconta di avere la moglie che al momento riceve la Naspi: «Mi chiedo come faremo ad andare avanti, noi e nostro figlio, se non vengo assunto da una ditta». Infine Stefano Masoni, che di anni ne ha 61 e punta a raggiungere l’età della pensione. «Anche mia moglie - spiega - adesso sta usufruendo della Naspi. È vero che nostra figlia è grande, ma insomma non vorrei aver lavorato quarant’anni per niente. Devo raggiungere l’età pensionabile». La Fiom, che nel pomeriggio, in occasione delle altre due ore di sciopero del turno pomeridiano ha organizzato una protesta all’interno dei cancelli di via Piave, punta a far assumere, anche se in aziende diverse, tutti i 14 lavoratori che fino ai mesi estivi erano attivi per Isolfin. «Abbiamo nuovamente interessato anche il sindaco - termina Macelloni - dell’evolversi della situazione. Non è possibile perdere questi posti di lavoro. Non sono numeri, si tratta di 14 famiglie».
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