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l’analisi di confesercenti  

Meno stranieri, ma più italiani «Stagione turistica positiva»

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cecina

Pochissimi i turisti stranieri, con un’assenza in parte compensata dagli italiani. Calo dei fatturati del 30% per alberghi e campeggi, miglior resa per gli stabilimenti balneari.

È ciò che emerge da un’analisi di Confesercenti, che ha sottoposto ad un sondaggio sull’andamento dell’estate appena trascorsa sessanta imprese turistiche (alberghi, campeggi e agriturismi) nei territori comunali di Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona e Castagneto Carducci.

«Con la fine si settembre è possibile fare una prima valutazione complessiva sull’andamento della stagione turistica estiva anche a livello locale – scrive Confesercenti in una nota – È noto che la pandemia ha travolto, a livello globale, le tradizionali dinamiche turistiche colpendo profondamente le possibilità di mobilità internazionale che erano diventate, negli ultimi anni, fattore fondamentale del successo turistico del nostro Paese nel suo complesso ed è chiaro che tutto questo ha determinato una drastica riduzione delle presenze straniere, riportando il nostro sistema ricettivo ai livelli degli anni 70/80. In questo drammatica situazione dobbiamo rilevare che la mancata presenza di stranieri è stata parzialmente coperta da un maggior afflusso di utenza regionale e nazionale. Chiaramente questo compensazione non è stata complessivamente in grado di evitare un colpo che oggettivamente c’è stato al sistema ricettivo, ma possiamo dire che il sistema ha retto ed oggi si può guardare al futuro con serenità maggiore pur nella consapevolezza delle turbolenze relative alla circolazione del Covid».

Dai dati elaborati da Confesercenti si capisce che «la stagione estiva, dati i presupposti di partenza, è stata complessivamente positiva».

C’è stata una rilevante riduzione delle presenze turistiche straniere che per il 60% degli intervistati è stata compensata dalla presenza di turismo domestico

Vanno meglio gli stabilimenti balneari (80% degli intervistati rilevano le stesse presenze dello scorso anno), mente alberghi e campeggi sono i più penalizzati (registrano un calo del 25%-35%).

Stessa tendenza sul fronte dei fatturati, dove si conferma una riduzione per alberghi e campeggi per oltre il 30% dei ricavi, dato considerato da Confesercenti migliore rispetto a quello rilevato nella prima parte della stagione. Va meglio agli agriturismi che si attestano su una riduzione media del 20%.

Sul fronte occupazionale, oltre il 50% degli intervistati sembra aver mantenuto lo stesso organico dello scorso anno ed il dato è omogeneo per tutte le categorie economiche sottoposte a sondaggio.

«Si tratta ora di guardare al futuro - prosegue la nota di Confesercenti - nella consapevolezza delle nuove tendenze (maggior peso dell’utenza nazionale rispetto a quella estera fondamentalmente) riorientando il sistema regionale della promozione turistica in tal senso e riconoscendo al turismo balneare quel ruolo centrale che si merita». —

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