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chi si è fermato  

«Ho creato cornici per 30 anni. Poi ho dovuto chiudere l’attività sul viale Marconi». La storia della signora Romana

Claudia Guarino
A sinistra Vittoria Romana Scotti, a destra il fondo sul viale Marconi dove svolgeva la sua attività (foto Michele Falorni/Silvi)
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A sinistra Vittoria Romana Scotti, a destra il fondo sul viale Marconi dove svolgeva la sua attività (foto Michele Falorni/Silvi)

VIAGGIO NEL COMMERCIO CECINESE. Scotti gestiva la bottega al civico 9: «Colpo di grazia dal lockdown». In quel fondo arriverà un artigiano. Se sei un commerciante e vuoi raccontare la tua storia al Tirreno scrivi una mail a cecina@iltirreno.it

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CECINA. Per lei disegnare la cornice giusta per ogni cliente significava «creare, ogni volta, una piccola opera d’arte. Con passione, gusto, fantasia e abilità manuale». Vittoria Romana Scotti è corniciaia e amava trascorrere le sue giornate nel negozio di viale Marconi. Per questo essere costretta a tirare giù per sempre le sue saracinesche è stato un colpo al cuore. «Non avevo altra scelta - racconta - Avrei dovuto comunque chiudere a un certo punto, ho 84 anni. Ma il virus mi ha tagliato economicamente le gambe, costringendomi a lasciare il negozio. Non avevo altra scelta». La signora Romana ha appreso l’arte di creare le cornici dal padre. «Aveva un’industria di calzature - racconta - è lì che ho iniziato a prendere dimestichezza col creare. Poi ho lavorato a Milano, prima di trasferirmi in Argentina».

Una volta tornata a Cecina, ha aperto il suo negozio di cornici. Era il 1991 e la prima attività nasce in zona Casine. «Poi ho preso il fondo al civico 9 di viale Marconi», lasciando sul negozio l’insegna del vecchio proprietario, cioè Bandini cornici. «Io compravo le stecche - racconta Scotti - e poi creavo le cornici in base alle richieste dei clienti, cercando il materiale necessario per adornarle». E dietro a quel bancone, oltre che nel suo laboratorio, Romana ha trascorso quasi trent’anni della sua vita. Smettere fa male, soprattutto se costretta da una causa esterna, indipendente dalla propria volontà. Il negozio ha chiuso subito dopo il lockdown, le spese erano troppe per andare avanti.

«In quell’attività c’era tutta la mia vita - dice Scotti - quindi è chiaro che mi sia dispiaciuto molto dover lasciare. Anche perché il mio era un bel lavoro, capace di regalare tante soddisfazioni». Cosa farà adesso la signora Vittoria Romana Scotti, dopo trent’anni da corniciaia? «Per il momento sto traslocando - dice - Ed è già un’attività che richiede parecchia fatica. Poi vedrò. Di certo non starò con le mani in mano, non l’ho mai fatto e non ho intenzione di iniziare ora». Adesso al civico 9 di viale Matteotti c’è un fondo chiuso, l’insegna è rimasta e sulle vetrine della porta d’ingresso c’è un cartello: “prossima apertura”, si legge. Sembra che in quel fondo aprirà l’attività un artigiano, ma ancora non è chiaro quando.

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di Redazione web