Toscana
Il sindaco di Rosignano: «I turisti hanno scelto la costa, lo confermano i dati dei rifiuti»
Daniele Donati analizza i numeri di Rea per quanto riguarda la raccolta di solidi urbani: «Calo a marzo, in pieno lockdown, ma negli altri mesi quantità uguali al 2019»
ROSIGNANO. «Il turismo sul nostro territorio ha tenuto». A dichiararlo il sindaco di Rosignano Daniele Donati. Una affermazione che deriva non solo dalle presenze nelle strutture ricettive, nei bar, ristoranti e locali della costa «ma anche - dice - esaminando i dati sulla raccolta dei rifiuti, in particolare quella dei solidi urbani». Insomma un dato che si può evincere dalla spazzatura prodotta tra gennaio ed agosto. Perché, al di là dei buoni comportamenti che ogni cittadino deve tenere, anche i dati della raccolta dell’immondizia possono indicare la quantità di persone presenti su un territorio. Dati che Rea ha raffrontato con quelli del 2019. «Se andiamo a vedere le cifre - dice Donati - nel 2019 sono stati raccolti, da gennaio ad agosto, 9.846.014 chilogrammi di rifiuti solidi urbani. Nello steso periodo del 2020 i chilogrammi raccolti sono stati invece 9.300,970.
Un piccolo calo di rifiuti indifferenziati raccolti ma che ci porta a dire che il nostro tessuto turistico ha retto. Soprattutto se pensiamo ai timori, le preoccupazioni e le previsioni fosche del mese di marzo dopo il lungo lockdown. Tante le persone che hanno riaperto le seconde case, che sono rimasti in vacanza più a lungo del solito sul territorio anche a causa dell’epidemia di Coronovirus che non ha invogliato i cittadini a recarsi all’estero o in altre località italiane. Tantissimi anche i giovani». Dalle tabelle fornite da Rea si può notare chiaramente che sono stati i mese di gennaio, febbraio e marzo quelli con meno produzione di rifiuti. In particolare si registra un calo di raccolta a marzo nel pieno del lockdown. Raccolta che invece inizia a salire da maggio, con l’arrivo evidentemente dei turisti per lo più proprietari di seconde case, con il picco massimo ad agosto quando sono stati 1.849.749 i chilogrammi di spazzatura indifferenziata prodotta sul territorio (lo scorso anno ad agosto erano 1.879.691 chilogrammi).
Sono stati invece raccolti, come riferisce Rea, 995 tonnellate in meno di raccolta differenziata rispetto al 2019. «Un calo imputabile - chiarisce l’azienda - al periodo di chiusura del centro di raccolta e la riduzione dei servizi di chiamata tramite numero verde avvenuto nei mesi del lockdown». Per quanto riguarda i rifiuti ingombranti (lavatrici, frigoriferi, schermi televisivi, reti da letto, materassi…) sono stati 1.052.680 i chilogrammi raccolti tra gennaio ed agosto 2020 contro i 1.168.170 chili raccolti nello stesso periodo del 2019.
«C’è da dire che abbiamo visto, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi ossia quando le persone hanno potuto muoversi liberamente, un aumento di abbandono di rifiuti lungo le strade o accanto ai cassonetti - dice Donati - comportamenti scorretti ma in parte derivati dal fatto che, durante il look down, era chiuso il centro di raccolta e dunque i tempi del servizio sono slittati in avanti. Ciò non vuol giustificare il fatto che i cittadini buttino ingombranti per strada».
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