Gioco
«Soldi all’ospedale e Casa della Salute» Il Pd vuole un patto per il dopo voto
Il coordinatore Mariani e il responsabile Sanità Tarchi «Questa zona ha diritto di essere al pari di tutta la Toscana»
Un patto per la sanità con i candidati alle elezioni regionali nella circoscrizione di Livorno. Lo chiede il Partito democratico di Rosignano, con una sorta di lettera aperta rivolta agli 8 candidati in corsa per il consiglio regionale. Una richiesta sintetizzabile in pochi punti, che riguardano l’ospedale di Cecina e Piombino, i due presidi in rete delle Valli Etrusche; le Case della salute, a partire da quella di Rosignano Solvay; la medicina sul territorio. Una legenda già contenuta nel documento messo a punto dal coordinamento regionale sanità del Pd.
È il coordinatore dell’Unione comunale di Rosignano, Claudio Mariani, insieme a Ugo Tarchi, referente locale per la sanità, a definire le richieste. «Vogliamo focalizzare le carenze da affrontare - dice Mariani, che ha il compito di traghettare il Pd rosignanese verso il congresso - nella consapevolezza che la sanità toscana è una delle migliori in Italia, lo ha dimostrato durante il periodo Covid, che invece ha stracciato il modello lombardo».
Aggiunge Mariani: «Siamo contenti che sia stato finanziato il nuovo ospedale di Livorno ma anche gli ospedali delle Valli etrusche devono avere la loro dignità, per questo ci rivolgiamo ai candidati del Pd del collegio livornese, affinché si impegnino a portare le istanze di questo territorio, ancora di più ora con il Covid. Il modello toscano va salvaguardato e difeso ma ci sono cose da incentivare e diffondere: ridurre le liste d’attesa, potenziare la medicina territoriale, soprattutto per le fasce più deboli, creando sinergie con realtà che possono dare una mano, penso alla Pubblica assistenza che può ospitare la diagnostica di base, ma anche ad altre associazioni; incentivare la telemedicina per favorire le zone più disagiate, a Rosignano ci sono 7 frazioni; non disperdere i finanziamenti che arriveranno con il Mes e il Ricovery Fund» (gli aiuti europei per il Covid, ndr).
Tarchi insiste sulle carenze di organico all’ospedale di Cecina e la mancanza di specialistiche. «Tra Cecina e Piombino, l’area coperta dai due ospedali in rete - dice Tarchi - c’è una popolazione di 140mila abitanti, con un flusso turistico di 5 milioni e mezzo di persone, inferiore solo a Firenze. Chiediamo quindi pari trattamento. Per abbattere le liste d’attesa ci vogliono più medici, ma quando arrivano e si formano accanto ai fior di professionisti che abbiamo nei reparti, le condizioni di lavoro (turni pesanti, poche ferie per le carenze di organico) sono tali che se ne vanno presto». Dunque assunzioni, così come al Pronto soccorso. «Le indicazioni del nuovo presidente della Società della salute - insiste Tarchi - vanno in questo senso. Il progetto Valli etrusche non prevede due ospedalini separati ma una rete di servizi su cui bisogna investire». Nel dettaglio, per Cecina: più posti letto di lunga degenza, riattivare le specialistiche, aprire la quarta sala chirurgica. «Vogliamo assunzioni di personale - aggiunge Tarchi - per far lavorare in autonomia i due ospedali. E vogliamo che non vengano dispersi i soldi che il governo metterà per il Covid».
Sul territorio: Case della salute, distretti, hospice. «Bene l’approvazione della Casa della salute di Rosignano Solvay, c’è la delibera, in due anni deve essere fatta. Un progetto modulare: da qui possiamo passare a Cecina e Castagneto». Per l’hospice il Pd chiede 5 posti a Cecina e 5 a Piombino. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
