Il Tirreno

Virus, triplicati i casi sospetti di Covid a Rosignano: «25 anni l’età media di chi si ammala»

Anna Cecchini
Virus, triplicati i casi sospetti di Covid a Rosignano: «25 anni l’età media di chi si ammala»

Aumenta l’impegno dei medici dell’unità Asl per gestire i malati. Orofino: «Gestiamo anche 12 segnalazioni al giorno»

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ROSIGNANO. Una media di sette casi sospetti al giorno, con una impennata evidente rispetto ai mesi di luglio e agosto quando i pazienti non erano più di due per ogni giornata.

A tracciare il quadro della gestione dei possibili casi di coronavirus sul territorio è il dottor Jacopo Orofino, uno dei tre medici che sono impegnati nell’Usca, l’Unità speciale di continuità assistenziale attivata dall’Usl lo scorso aprile per gestire sul territorio cittadini che, sulla base della segnalazione di medici di base, pediatri e medici di continuità assistenziale (ex guardia medica), potrebbero aver contratto il Covid-19.

L’Usca, lo ricordiamo, non può essere attivata direttamente dai residenti, ma appunto dai professionisti che si occupano della medicina sul territorio. A quel punto sarà l’Unità speciale a gestire il paziente, decidendo se e quando effettuare il tampone, e, in caso risulti positivo, a monitorare anche le condizioni delle persone che con lui hanno avuto contatti.

Picco di casi sospetti

Rispetto ai mesi estivi l’Usca della Bassa Val di Cecina, che opera nella sede della Pubblica assistenza di Rosignano e serve i territori di Cecina, Rosignano, Castagneto, Bibbona e tutti i comuni collinari, riceve ogni giorno da medici di base, pediatri e continuità assistenziale almeno il triplo delle segnalazioni.

«Da giugno a fine agosto - spiega Orofino - ogni giorno potevano capitare due segnalazioni. Adesso la media è di sette, con picchi di oltre dieci». Ciò significa un intensa attività per i medici dell’Usca, che sono tre e sono operativi a turno dalle 8 alle 20 tutti i giorni, insieme a un infermiere.

almeno 5 tamponi al giorno

«Ultimamente - prosegue Orofino - i tamponi da fare sono davvero molti, perché oltre ai medici curanti riceviamo segnalazioni dal Servizio di Igiene dell’Usl, e vengono mandati qui anche i pazienti che fino a fine agosto erano gestiti dalla guardia medica turistica». Dopo aver ricevuto la segnalazione, il personale dell’Usca “inquadra” il caso sospetto: «Contattiamo la persona per telefono, la valutiamo e se necessario andiamo a fare noi il tampone a casa. Nel mese di settembre ogni giorno facciamo una media di cinque tamponi a domicilio, che per noi significa vestirsi con tutte le protezioni necessarie e poi svestirsi, lavarsi e sanificare. È un impegno significativo».

in calo l’età media di chi si ammala

A partire dalla fine di agosto l’Usca ha inoltre registrato un evidente abbassamento dell’età delle persone che contraggono il Covid. «Sono molto più giovani - dice il medico dell’Usca - rispetto ai mesi passati. Diciamo che, stando ai casi che seguiamo, la media è intorno ai 25 anni. Per fortuna in genere si tratta di asintomatici o paucisintomatici. Due sono i sintomi che per noi sono un campanello di allarme: anosmia e ageusia, ossia la perdita di olfatto e gusto, che da un po’ di tempo riscontriamo più spesso».

timori legati alla scuola

Se nelle ultime due settimane l’Usca ha visto un incremento di casi sospetti, praticamente più che triplicati, per il futuro si apre il punto interrogativo legato al rientro a scuola. «È evidente - termina Orofino - che le scuole rappresentano un veicolo maggiore per il contagio».


 

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