Il Tirreno

rosignano solvay

I genitori di alcuni ragazzi dell'Iti di Rosignano vanno dall’avvocato: «Negato l’indirizzo di studi»

anna cecchini
L'esterno dell'Isis Mattei a Rosignano Solvay
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L'esterno dell'Isis Mattei a Rosignano Solvay

Protesta di 15 famiglie, i cui figli dovevano essere inseriti in terza Iti meccanica: «Per caso abbiamo scoperto che frequenteranno il percorso chimico»

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ROSIGNANO. Il prossimo lunedì avrebbero dovuto cominciare la terza Iti, indirizzo meccanico, all’interno dell’istituto superiore Mattei. Questo secondo la scelta che i ragazzi avevano effettuato lo scorso febbraio, quando è previsto che studenti e famiglie indichino il percorso di studi per l’anno successivo. Invece nei giorni scorsi alcuni studenti che avevano scelto l’indirizzo meccanico hanno scoperto di essere stati inseriti in una terza a indirizzo chimico. I genitori hanno avviato una protesta, e un gruppo si è rivolto all’avvocato Veronica Guarguaglini. «All’Iti - spiega la legale - in prima e seconda non è prevista una specializzazione, che invece viene avviata dalla terza. Le famiglie mi riferiscono che si tratta di 15 ragazzo che avevano scelto l’indirizzo meccanico e solo il 9 settembre, consultando il sito web dell’istituto, i genitori hanno appreso che sono stati tutti inseriti in terza con indirizzo chimico. Nessuno, da febbraio ad oggi, ha mai avvertito le famiglie di questa possibilità».

Ecco che studenti e genitori sono rimasti di sasso, quando tre giorni fa hanno capito di dover intraprendere un percorso di studi diverso da quello scelto a metà del passato anno scolastico. «Ad oggi, con la scuola che comincia fra quattro giorni - prosegue Guarguaglini -, si trovano in enormi difficoltà. Anche se volessero lasciare l’istituto Mattei e andare in altre scuole sarebbe difficile, sia per le norme anti Colvid sia perché anche gli altri istituti avranno già le classi piene. Inoltre risulta impossibile anche fare l’esame integrativo per passare ad altro indirizzo di studi, visto che questo tipo di prove si sono tenute la scorsa settimana». Insomma, i genitori non ci stanno. E chiedono che i loro figli da lunedì possano frequentare i percorso di studi che avevano indicato dallo scorso febbraio. «Questi genitori - dice la legale - si trovano con ragazzi che sono inseriti in una classe con indirizzo chimico, che non avevano scelto. La scuola conta una terza Iti con indirizzo meccanico e una terza a indirizzo chimico, dove, mi dicono i genitori, soltanto due degli iscritti avevano scelto questa specializzazione, gli altri sono stati inseriti dalla scuola».

L’avvocato Guarguaglini sta «predisponendo una lettera alla scuola e per conoscenza all’Ufficio scolastico provinciale e alla Regione. Contestualmente faccio richiesta di accesso agli atti per capire come possa essere stata presa questa decisione senza consultare neppure le famiglie. Il danno che viene fatto a questi ragazzi è evidente, con che animo possono andare a scuola se gli viene negato il diritto di scegliere l’indirizzo di studi». La dirigente dell’istituto, Daniela Tramontani, spiega di aver avuto «gli organici (i docenti, ndr) per due terze Iti, una meccanica e una chimica, non potevo fare altrimenti per garantire ai ragazzi l’accesso allo studio nelle more della legge. Le famiglie sono liberissime di andare in altra scuola, io non potevo fare altro».


 

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