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Il comitato di negozianti di Rosignano torna all’attacco: «Pista ciclabile sempre più dannosa»

anna cecchini
Il comitato di negozianti di Rosignano torna all’attacco: «Pista ciclabile sempre più dannosa»

Viene chiesta la demolizione del cordolo di separazione. Lodovichi: «Il progetto della ciclovia Tirrenica è sfumato»

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ROSIGNANO. La pista ciclabile terminata nella primavera dell’anno scorso lungo la via Aurelia a Rosignano torna ad essere un tema scottante. Perché il comitato di negozianti attivi nel centro di Rosignano, formato da circa 70 operatori, torna all’attacco. Dopo il lockdown e la gestione di una estate fatta di mascherine e distanziamenti, i commercianti dell’Aurelia tornano all’attacco. E chiedono che la pista ciclabile sia trasferita altrove. «O almeno - spiega Claudio Lodovichi, presidente del comitato - che in attesa di trasferirla venga eliminato il cordolo in cemento che la separa dalla carreggiata a senso unico in direzione nord». Una ipotesi che secondo il referente del comitato sarebbe consequenziale al fatto che «fino allo scorso anno questo tratto di percorso per le due ruote sembrava essenziale per completare la ciclovia Tirrenica, che doveva partire dalla stazione di Castiglioncello in direzione sud. Il progetto non è più stato portato avanti e infatti la ciclabile fra Caletta e la stazione di Castiglioncello non è stata realizzata».

Da qui, comprensibilmente, la considerazione del presidente del comitato anti-ciclabile: «Che senso ha - dice Lodovichi - tenere questo tratto di pista che poi sfocia nel nulla?». Molto meglio, secondo il comitato, allargare un po’ la carreggiata, così da evitare il formarsi di lunghe code non appena sulla via Aurelia si ferma un mezzo per l’attività di scarico o, peggio, una ambulanza. «Basterebbe allargare l’Aurelia - prosegue - di 5-10 centimetri, così da permettere ai mezzi retrostanti i furgoncino fermo di poter sorpassare e proseguire». Chiaro che in quest’ottica di allargare il percorso carrabile sarebbe necessario ridurre quello per le due ruote. Come? Il comitato insiste sulla necessità di trasferire l’intera pista altrove, meglio nella zona a mare di RosignanoSolvay.

Ma Lodovichi, che nei prossimi giorni ha un incontro con gli altri membri del comitato così da capire come proseguire il confronto con l’amministrazione, ipotizza intanto una soluzione-ponte, ossia l’ampliamento della carreggiata per le auto tramite la demolizione del cordolo in cementi che la separa dal percorso per le due ruote. «Potrebbe essere - dice - un percorso promiscuo per biciclette e pedoni, e la strada acquisterebbe in larghezza». Tutte ipotesi che Lodovichi e gli altri negozianti discuteranno già nei prossimi giorni, con l’intento poi di portare all’amministrazione proposte concrete. «Perché è sempre può evidente - dice il presidente del comitato - che la ciclabile non facilita il commercio. Anche perché l’area non è curata, basta pensare al sottopasso che dall’Aurelia arriva al centro Le Creste, è spesso sporco e maleodorante e non passa mai nessuno a dare una pulita». L’intenzione del comitato è quella di stabilire alcune richieste da presentare all’amministrazione, la prima delle quali resta lo spostamento della ciclabile. «Ripeto - termina Lodovichi - non avendo realizzato la ciclovia anche questo tratto di ciclabile non ha senso di esistere».

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