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Turisti...non per caso: da 101 anni le vacanze a Castiglioncello della famiglia Borghini
Da Firenze a Punta Righini: tutto comincia con nonno Pietro, elettricista di Certaldo
CASTIGLIONCELLO. Se fosse istituito un premio alla famiglia più affezionata a Castiglioncello e alle sue indiscusse bellezze, andrebbe assegnata sicuramente alla famiglia Borghini che da 101 anni ha scelto questa località di mare come punto di riferimento. A raccontare la storia è Fabrizio Borghini, giornalista, nato a Firenze nel 1947, talmente amante di Castiglioncello da averci portato suo figlio Lorenzo solo dopo otto giorni dalla sua nascita. «La storia - racconta - inizia da mio nonno, Pietro Borghini, a quei tempi unico elettricista di Certaldo, che venne incaricato da un ingegnere, suo concittadino, di realizzare un impianto elettrico alla villa che aveva acquistato a Castiglioncello. Mio nonno partì con la moglie, Ida, ed i bambini: mio padre Sergio di quattro anni e mia zia Daisy di pochi mesi, deceduta recentemente ormai centenaria».
Una storia immortalata con uno scatto, datato agosto 1919, dov’è possibile vedere la famiglia sull’allora spiaggia del Quercetano. «Mio padre si innamorò di Castiglioncello - continua Borghini - in più soffriva di asma ed il medico gli consigliò di trascorrere le vacanze in un luogo di mare con la presenza di scoglio». Pineta e scogliere che certo non mancano, neppure oggi, a Castiglioncello. «Decise così di acquistare un terreno in via dei Macchiaioli e vi costruì una casa dove ora abitano le mie sorelle. Io e la famiglia ci siamo spostati poco oltre, ed abbiamo una casa nel centro di Portovecchio».
La famiglia, tutta, è sempre venuta a Castiglioncello, «dove praticamente siamo cresciuti. Un amore forte tanto da averci portato mio figlio Lorenzo dopo appena otto giorni dalla sua nascita». Una Castiglioncello diversa rispetto ad oggi, dove la maggior parte della vita trascorreva all’interno degli stabilimenti balneari: «Anche Portovecchio era pieno di pensioni, oggi trasformate in appartamenti. Le famiglie rimanevano un mese in vacanza, ci ritrovavamo tutti gli anni allo stesso stabilimento balneare che diventava una piccola comunità, i genitori diventavano amici tra di loro, la sera venivano organizzate cocomerate sulla spiaggia. Noi ragazzi andavamo al cinema poi, a mangiare una schiacciatina». Tra le nostalgie i vecchi jukebox «quelle estati erano contrassegnati da colonne sonore. Ogni bagno aveva il proprio jukebox e, sul lungomare, passavamo da una canzone all’altra: da “Abbronzatissima” a “Sapore di Sale”. Una lunghissima colonna sonora che non ci abbandonava durante le nostre passeggiate. Poi le partire di calcio organizzate al campo di Castiglioncello: villeggianti contro residenti oppure vip contro villeggianti. Tutto finalizzato a stare insieme e divertirci».
Sin da giovane Fabrizio Borghini inizia a far parte del Circolo delle Gomme Lisce, il garage dei fratelli Ciucchi, oggi deceduti, che si trova in via Fucini. «Ed è proprio lì che ho conosciuto, e poi anche intervistato, Paolo Panelli e Marcello Mastroianni. Il primo aveva costruito, in casa, una falegnameria. Era pulitissima, neanche un truciolo in terra; amava definirsi “scultore del legno”. Mastroianni, un uomo che si poneva semplicemente, lo intervistai a villa Godilonda quando era ancora un centro benessere. Mi raccontò molto anche della sua vita privata». Erano estati diverse: «I due cinema, quello in pineta e quello al chiuso, a Portovecchi, erano sempre pieni». Ma non solo vacanze d’estate: «Amiamo Castiglioncello anche di inverno. Qui passiamo ogni Natale e Capodanno. Ma veniamo, quando il lavoro me lo rende possibile, anche nei mesi invernali, quando non c’è proprio nessuno».
Il mare di inverno ha il suo fascino. Un amore verso questa località di mare con cale ed insenature dall’acqua ancora cristallina, che Borghini ha voluto esprimere anche con un libro “Lorenzo Milani gli anni del privilegio” edito da Jaka Book nel 2004 con la prefazione di Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini , presentato anni fa al Castelo Pasquini. «Un libro nel quale ho cercato di ricostruire la storia e la genesi di Castiglioncello che coinvolge anche le frazioni collinari del comune di Rosignano Marittimo». E se c’è un anello di congiunzione, un epilogo a lieto fine tra la storia di una famiglia che da oltre un secolo trascorre parte della propria vita in questa località di mare, lo si può ricondurre ad un matrimonio. «Mio figlio Lorenzo, che ha trascorso 33 estati a Castiglioncello, ha deciso, assieme alla futura moglie, di sposarsi qui proprio qui. Si sposerà giovedì a Villa Parisi. Le nozze saranno celebrate dal vice sindaco Licia Montagnani». Una villa, villa Parisi, tra la pineta ed il mare, che si affaccia proprio su uno dei lembi più belli, storici e simbolici della località: Punta Righini.
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