Toscana
Il futuro della piscina comunale alla Mazzanta è un rebus, l'impianto rischia uno stop lungo mesi
La struttura è chiusa da quando il gestore ha rotto il contratto col Comune e lo rimarrà ancora. L'assessora Peccianti: «Speriamo di trovare una soluzione entro fine anno»
ROSIGNANO. Chiusa è adesso e chiusa rimarrà ancora per mesi. La società che gestiva la piscina comunale alla Mazzanta si è tirata indietro dopo il lockdown, da quel momento l’impianto sportivo non ha più aperto al pubblico e, stando a quanto detto dall’assessora Cecilia Peccianti, non tornerà in funzione tanto presto. La speranza è di «riuscire a trovare una soluzione entro fine anno». Ma non c’è certezza che tutto ciò avvenga. Anche perché «la questione - sottolinea Peccianti - non è semplice. È tutto in mano ad un legale, che sta cercando di capire qual è il percorso più veloce per riaprire la piscina il più rapidamente possibile. Al momento, una data non c’è». Ma andiamo con ordine e ricapitoliamo le puntate precedenti.
Gestione saltata a fine maggio
Nel 2016 il Comune di Rosignano aveva stipulato, a seguito di gara pubblica, un contratto di nove anni per il servizio di gestione della piscina comunale della Mazzanta. Ad aggiudicarsi l’impianto è stata una rete di imprese con a capo la Sport Management. La gestione è saltata a fine maggio, dopo che la società ha deciso di rescindere il contratto con il Comune. La motivazione portata dall’ormai ex gestore per lo stop è stato l’aggravarsi dei costi in conseguenza ai protocolli di sicurezza e alle misure igienico-sanitarie imposte dalla normativa anti Covid. Entrate vicino allo zero e spese fisse onerose per mandare avanti un impianto non certo economico, insomma, secondo la società mal si conciliavano. Il Comune si è messo quindi alla ricerca di un nuovo gestore. Ma il procedimento si sta rivelando più complesso del previsto.
«Cerchiamo la via più breve»
«Ci siamo rivolti ad un legale - dice Peccianti - per capire come riaffidare la gestione della piscina. Se, cioè, sia necessario bandire una nuova gara o se possiamo pensare ad un affidamento per un breve periodo. Stiamo anche verificando se sia possibile interpellare il soggetto arrivato secondo al bando. Sceglieremo la via più semplice. Inoltre gli avvocati stanno lavorando per capire se sia possibile rivalersi nei confronti della società (che ha rotto il contratto ndr). Al momento non ci sono procedimenti in corso, ma stiamo valutando».
Manutenzione necessaria
Una volta deciso cosa fare, bisogna pensare al come e dare il via all’iter per l’affidamento, qualunque esso sia. Nel frattempo la piscina resta chiusa. Ma ha comunque bisogno di manutenzione. «Faremo dei sopralluoghi per valutare lo stato dell’impianto e organizzare la manutenzione».
«Speriamo di aprire entro fine anno»
Tutto ciò richiede tempo. «Faremo il prima possibile, ma non è pensabile riuscire a riaprire la piscina nell’arco di un mese - conclude Cecilia Peccianti - Ci auguriamo di riuscirci entro fine anno. Sappiamo che la piscina è molto utilizzata e che è un impianto importantissimo. L’obiettivo è quello di rimetterlo a disposizione della cittadinanza. Nel frattempo cerchiamo di guardare al lungo termine, con la prospettiva di realizzare un’altra piscina».
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