Lutto
Coronario, diario del lockdown diventa una piéce teatrale
I testi scritti dagli alunni della quinta B delle elementari Boschetti Alberti sono stati messi in scena da Alessio Pizzech e dai suoi attori al De Filippo
CECINA
Per raccontare i tre mesi di chiusura hanno scelto le pagine del diario, non importa se di carta o digitale. E così, i bambini della classe 5ª B elementari Boschetti Alberti hanno composto, con la forza delle parole e delle idee, un testo, protagonista due volte al teatro Eduardo De Filippo: la prima via Facebook complice la lettura, il 24 aprile scorso, del suo direttore artistico Alessio Pizzech, e la seconda il 31 luglio alla fine della rassegna “Ti racconto alla luna”, nell’arena estiva ricavata nel parcheggio delle scuole Guerrazzi. Allo spettacolo hanno partecipato, oltre ai piccoli studenti, i genitori e gli amici. E la musica lirica li ha accompagnati. Se un’idea è divenuta progetto, il merito è di Cecilia Incagli, la maestra che l’ha pensata. «Abbiamo studiato il diario come genere letterario – racconta – leggendo il Giornalino di Gian Burrasca e Anna Frank, la cui vita ho collegato al Giorno della memoria di gennaio. Quando a causa della pandemia siamo rimasti a casa ed è arrivata la didattica a distanza, ho scritto agli alunni una lettera battezzando il mese di marzo ‘Coronario’ e chiedendo loro di narrare le giornate valorizzando il tempo a disposizione, quasi fosse un mese in più. C’è chi ha fotografato il testo steso a penna e poi me lo ha inviato e chi ha scelto la posta elettronica. A giugno, ho raccolto le pagine e le ho stampate, regalando a ognuno il libro». Che, un giorno, potrebbe essere pubblicato e venduto, con il ricavato da consegnare a un’associazione di volontariato. Per ora è soltanto un sogno, ma chissà che l’operazione di beneficienza non diventi realtà. La spontaneità dei ragazzi ha tratteggiato bene come ogni famiglia abbia trascorso tre mesi strani e non previsti dal calendario, ma segnati da piacevoli rapporti con i genitori. Non a caso, alcuni bimbi si sono scoperti cuochi, altri hanno apprezzato la compagnia della mamma e capito cosa siano la rabbia per non poter uscire e l’inquietudine dettata dall’emergenza sanitaria. Un modo non convenzionale di soffermarsi sul presente e riflettere, analizzandone aspetti nuovi, come le lezioni via computer, e scrivendo al ministro della pubblica istruzione Lucia Azzolina, anche senza spedire la lettera. Insomma, punti di vista espressi in libertà. «È stata un’esperienza bellissima – dice Pizzech – perché i testi rivelano come i bambini colgano aspetti della vita quotidiana che a noi adulti spesso sfuggono. Il rispetto della famiglia è uno di questi. Un’idea affascinante divenuta concreta. Bisognerebbe promuovere di più queste iniziative». Sul palco dietro al teatro sono saliti Chiara Pistoia, Giulia Paoli, Ilaria Fontanelli ed Elisabetta Furini, protagonisti nei mesi scorsi dei laboratori che hanno dettato la ripresa dell’attività in via Vico. —
Michele Falorni
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