Il dolore
Addio a Emo Chiellini, genio della chimica e prof ordinario di Ingegneria a Pisa
Aveva 83 anni, era stato insignito del prestigioso premio Natta. L’amico Giaconi: «Uomo onesto, sincero. Grande studioso»
ROSIGNANO. Addio a Emo Chiellini, luminare della chimica e professore ordinario alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, che è stato insignito del premio Natta, la maggior onorificenza del settore chimico dopo il Nobel.
Chiellini aveva 83 anni ed era nato all’Acquabona, località di campagna tra il comune di Rosignano e la via Emilia. Terzo di cinque figli, come ricorda l’amico e compagno di studi Vladimiro Giaconi, fin da piccolo si era dato da fare per aiutare la famiglia. «È sempre stato uno studente lavoratore - ricorda Giaconi - fin dalla scuola elementare andava a raccogliere cavoli nella zona dell’Acquabona, poi da ragazzo spaccava le pietre che sarebbero servite per lastricare la via Emilia. E dopo, sempre studiando, ha lavorato come operaio allo zuccherificio di Cecina».
Dopo aver frequentato il liceo scientifico di Cecina, dove uno dei suoi insegnanti è stato Carlo Cassola, Chiellini si è iscritto alla facoltà di Chimica a Pisa. «Ci alzavamo alle 6.40 - racconta Giaconi - per essere alle 8.30 alle prime lezioni. E tornavamo poco prima delle 22 la sera».
Nel 1963 la laurea, nello stesso giorno di Giaconi e Mario Bianchi, altro professore di chimica all’Università di Pisa, e poi la carriera universitaria come ordinario di Chimica e Fondamenti Chimici delle Tecnologie presso la facoltà d’Ingegneria dell’Università di Pisa. Si è distinto nell’ambito dello studio dei polimeri bioattivi, portando a termine svariate invenzioni che sono state usate nell’ambito farmaceutico e biomedico. 35 i brevetti di cui è titolare, senza contare le oltre 500 pubblicazioni scientifiche e i 20 libri scritti.
Emo Chiellini non era soltanto uno studioso modello, amava trascorrere il suo tempo a contatto con la natura. Il sabato e la domenica, proprio con l’amico Giaconi, era solito andare nei boschi alla ricerca di asparagi e funghi, mentre in estate si spostavano sulle scogliere della costa in cerca di arselle. «Come ho sempre detto a lui - ricorda Giaconi - non ho mai capito dove trovava il tempo per insegnare, studiare, fare pubblicazioni e dedicarsi alla passione per la natura».
Dopo la laurea si era trasferito a Pisa, dove ha sempre abitato. Ma a Rosignano, dove aveva svariati parenti, veniva di frequente. «Mi raccontava - dice ancora l’amico - che quando agli esami si trovava davanti studenti della nostra zona li guardava con affetto, perché sapeva i sacrifici che dovevano fare per seguire le lezioni». Chiellini, nella sua lunga attività, è stato docente all’estero, consulente del ministero dell’Istruzione e della Regione Toscana. Due anni fa ha ricevuto il premio Natta, prestigioso riconoscimento, proprio per i suoi fondamentali studi sui polimeri.
Da alcuni mesi si era ammalato, ma fino all’ultimo ha combattuto con il carattere reattivo e sempre sorridente che lo contraddistingueva. «Era un uomo onesto e sincero - così lo ricorda Giaconi -, per me un amico vero, disponibile. E poi nonostante i suoi successi non metteva in soggezione le persone».
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