Il Tirreno

cecina

Asciugamano, crema solare, occhiali scuri e dalle 18 tutti con la mascherina sul volto

Claudia Guarino
In alto a sinistra, poi in senso orario: una foto scattata ai bagni Da Gigi, un'immagine del Gatto nero, Alberto Nencetti tiolare dell'Ippocampo, Matteo Paperini del Delfino, Natalia Coseru dipendente del Gatto Nero,Maria Piazza moglie del titolare di Da Gigi, Matteo Bendinelli e Diego Pasquini del Delfino, una foto scattata all'Ippocampo (fotoservizio Michele Falorni/Silvi)
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In alto a sinistra, poi in senso orario: una foto scattata ai bagni Da Gigi, un'immagine del Gatto nero, Alberto Nencetti tiolare dell'Ippocampo, Matteo Paperini del Delfino, Natalia Coseru dipendente del Gatto Nero,Maria Piazza moglie del titolare di Da Gigi, Matteo Bendinelli e Diego Pasquini del Delfino, una foto scattata all'Ippocampo (fotoservizio Michele Falorni/Silvi)

Tra gli stabilimenti balneari delle Gorette c’è chi fa applicare la norma ministeriale (con alcune eccezioni) anche sotto l’ombrellone 

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CECINA. È finita l’epoca della mascherina-accessorio portata intorno al braccio. Adesso dalle 18, negli spazi di pertinenza dei locali e nei luoghi pubblici dove si possono formare assembramenti, bisogna portarla sul volto. Per ordinanza ministeriale. In realtà nei luoghi affollati andava portata anche prima. In pratica questo non era prassi, almeno non sempre e non ovunque. E se per qualcuno con l’ordinanza che porta la firma del ministro Speranza «in realtà cambia poco - dice Stefano Paperini, bagno Delfino - perché i clienti erano già obbligati a indossare le mascherine dove non era possibile mantenere la distanza di sicurezza», altri hanno girato ulteriormente la vite. «Credo proprio che l’atto valga anche per gli stabilimenti balneari - afferma Alberto Nencetti, Ippocampo - Tutti devono mettere la mascherina. Anche sotto l’ombrellone. Se c’è una regola bisogna rispettarla». Perché è vero che l’ordinanza si concentra soprattutto sul concetto di luoghi della movida, ma è anche vero che poi fa genericamente riferimento a spazi pubblici e a spazi di pertinenza dei locali aperti al pubblico.

Il Tirreno è andato alle Gorette per capire come gli stabilimenti balneari hanno recepito l’obbligo-mascherina dalle 18. Partiamo da sud. «Dalle 18 mascherine ovunque - dice Nencetti - abbiamo messo i cartelli e lo annunciamo anche al microfono». E quando dice “ovunque” intende proprio in ogni metro quadrato dello stabilimento. «Anche sotto l’ombrellone, se c’è distanza ravvicinata tra le persone. In questo modo certamente si limitano certe situazioni, come gli aperitivi, che diventano più difficoltosi, ma così bisogna fare». Qualche passo più a nord dell’Ippocampo c’è lo stabilimento balneare Il Gatto nero, dove lavora Natalia Coseru. Anche qui ad avvisare i clienti ci sono i cartelli: «Abbiamo stampato direttamente l’ordinanza - dice uno dei titolari, Francesco Gattai - Poi abbiamo sistemato dei cartelli. La mascherina bisognava portarla anche prima, ma adesso c’è un po’ più di rigidità, anche da parte nostra».

Anche per Gattai mascherina sì sotto gli ombrelloni. Chiaramente non se a stare vicini sono dei parenti. «Principalmente questo vale quando arrivano gruppi di amici». In questo caso, per fare un esempio, dovrebbero indossare la mascherina anche se giocano a carte al tavolo del bar. «L’ordinanza aumenta la rigidità della norma - ribadisce Gattai - Ma va bene, perché le scuole devono assolutamente riaprire». Percorrendo il litorale arriviamo allo stabilimento balneare Da Gigi. «Se non hanno la mascherina i clienti non entrano - dice il titolare Antonio Cerrato - Ma sotto l’ombrellone, se si è familiari, non importa indossarla. Lo stesso se si sta in piedi sulla battigia da soli. Mentre se si è in gruppo bisogna metterla. Noi comunque abbiamo sistemato cartelli ovunque. Ma la gente tendenzialmente rispetta le norme. Ha paura».  E il cartello «è obbligatorio indossare la mascherina» c’è anche al Delfino. «Ma per entrare serviva anche prima, quindi per noi non credo sia cambiato molto con l’ultima ordinanza. È più che altro legata ai luoghi della movida», sottolinea Stefano Paperini, titolare dello stabilimento balneare. Insomma, tra norme da seguire e regole da far applicare, anche gli stabilimenti balneari recepiscono l’ordinanza del ministero. E tutti concordano: «Facciamo del nostro meglio, ma non è facile».

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di Redazione web